"Peccato avere questi 77 anni nelle
gambe, altrimenti mi riverebbe voglia di mettere i chiodi alle
scarpette E tornare in pista...". Il tempo di Marcello
Fiasconaro, quello del cronometro e quello biologico, si è
fermato al 27 giugno 1973. È una data storica per l'atletica
italiana, il mezzofondista azzurro nato a Città del Capo segna
il record mondiale degli 800 all'Arena di Milano, e il suo
1'43''7 - durato tre anni come primato nel mondo, prima di
essere migliorato da Alberto Juantorena - rimarrà imbattuto in
Italia per ben 53 anni. Fino a ieri sera, quando a Nancy
Francesco Pernici ha vinto la sua gara in 1'43''6.
"Sono felice per lui - dice all'ANSA Fiasconaro, al telefono
dal Sudafrica - Soprattutto perché ha battuto il mio record con
una gara tutta in testa, non come terzo: si corre così, con
coraggio". Ieri in tarda serata, quando dalla Francia è
rimbalzato il nuovo crono, Fiasconaro è stato tempestato di
telefonate di amici dall'Italia. "Era ora, il mio primo
pensiero: basta col record di Fiasconaro, è durato abbastanza...
Cinquantatrè anni sono tanti, forse troppi. La voglia di
rimettermi in pista ci sarebbe pure, è l'età: troppo tardi...Ora
non corro più neanche per diletto, gioco a golf".
Dalla baia di Città del Capo, dove vive, Fiasconaro fa una
promessa: "Torno spesso in Italia, l'ultima volta è stato a
Trento - conclude -. Tra tre settimane sarò a Castelbuono, il
paese di mio nonno, in provincia di Palermo: si corre
un'importante gara, una 10 km. Mi farà uno strano effetto
sbarcare e pensare che non sono più il primatista...Magari è
l'occasione per stappare una bottiglia per Pernici. E per
salutare definitivamente il mio record del '73".
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