Il c.t. del Brasile dopo il deludente esordio col Marocco (1-1): "Il Mondiale non si vince alla prima giornata. Nella prossima gara (contro Haiti, venerdì) faremo meglio"
“Scusa, non so se ho capito bene la domanda: avrei ritardato le sostituzioni?”. Carlo Ancelotti non la prende bene e in questo caso ha ragione. È scuro in volto quando arriva in conferenza stampa, anche perché un’organizzazione terribile lo costringe a passare per la zona mista e poi finire nel tendone dove non si sente niente e la temperatura obbliga a due felpe. È sicuramente scontento del suo Brasile. Non accetta però che qualcuno lo critichi per i cambi “ritardati”. Ma quando mai. E infatti sottolinea: “Due sostituzioni a inizio secondo tempo e due dopo altri diciassette minuti…”. Come dire: se non sono stato veloce io. Ma non sono bastati. Il Brasile ha deluso.
POCO SQUADRA
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Se nei 90’ poteva vincere una squadra, era il Marocco. Più squadra, appunto. Bella, veloce, con individualità notevoli, Bouaddi su tutti, e con una strategia collettiva dal doppio registro: attacchi collettivi con palleggio e circolazione di palla veloce, oppure contropiedi letali come quello del gol di Saibari. Il Brasile era lento, macchinoso, e i reparti scollegati. Tutti avanti e scoperti con la palla, mediana a due (Bruno e Casemiro) dominata dai fantasisti del Marocco sempre in superiorità e, persa palla, si vedevano Igor Thiago, Raphinha e anche Vinicius non tornare sempre velocemente. Dal 4-2-3-1 dell’inizio, con i cambi si è passati al 4-2-4. Ma più che la tattica, ci sono due cose da sistemare: l’atteggiamento da squadra e la scelta degli uomini. Sicuramente Matheus Cunha ha fatto meglio di Thiago da centravanti, Fabinho aveva più ritmo di Casemiro in mezzo, e anche Luiz Henrique, senza strafare, ha fatto meno danni di Paquetà. L’ex Juve Danilo dietro ha sofferto meno di Ibañez forse perché nella ripresa il Marocco ha rallentato un po’.
INTERVENTO IN MEDIANA
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“Non parlo dei singoli”, ha ripetuto Carletto. Aggiungendo che “nel primo tempo eravamo ansiosi, abbiamo perso il possesso palla e c’era poco equilibrio in campo. Il secondo tempo è stato molto meglio; miglioreremo per la prossima partita” che sarà venerdì contro Haiti a Philadelphia. Senza dubbio con un’altra formazione. Haiti ha perso di un gol con la Scozia, non è affondato. Attenzione. Ancelotti potrebbe virare su una mediana più folta, magari aggiungendo Ederson, ex Atalanta, o più probabilmente Danilo Santos, entrato nel finale, a Fabinho e Bruno Guimaraes, così da permettersi un tridente Raphinha, Cunha e Vinicius. La stampa e i tifosi chiedono di provare Endrick. Dietro, sugli esterni, può essere che Danilo abbia scalato gerarchie. Ma poi servirà una manovra più avvolgente e da squadra. Non c’è un regista, anche il gol è nato da un’azione individuale di Vinicius. Il Marocco si muoveva collettivamente.
ANCELOTTI SA COME FARE
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Certo il Brasile era reduce da un momento drammatico, quattro cambi di ct dal 2022 a oggi, e Ancelotti è stato chiamato al capezzale di una squadra che teoricamente avrebbe nomi da finale. Però il ct ne ha viste tante: “La fiducia nei giocatori è totale. Nel calcio non tutto va sempre per il verso giusto. Quando succede, dobbiamo offrire critiche costruttive. Questo è solo l'inizio del percorso. Il Mondiale non si vince alla prima giornata”. Ma neanche si può aspettare troppo. Il Brasile non vince dal 2002 e la critica è impaziente. Ieri Felipe Melo ha attaccato il ct a SporTV: “Ancelotti è uno dei più grandi tecnici della storia, ma non può permettersi di sbagliare e di commettere certi errori. Ha schierato una formazione sbagliata”. Brasile-Haiti improvvisamente diventa cruciale, pensa un po’.








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