Dopo il crollo a Carì il talento marchigiano finisce a oltre 13 minuti da Valgren: "Volevo ritirarmi, mi scoccia tanto, ma migliorerà. Venerdì e sabato conto di aver recuperato e riscattarmi". A fine tappa la ricerca della fidanzata per trovare conforto
27 maggio - 19:23 - ANDALO (TN)
Un altro giorno difficile per Giulio Pellizzari al Giro. Il giovane marchigiano ha vissuto una nuova crisi, stavolta quasi annunciata e gestita con l’obiettivo di preservare le energie in vista delle decisive tappe alpine del weekend. Pellizzari si è staccato quando mancavano ancora 140 chilometri al traguardo, chiudendo la frazione con un ritardo pesante: 13’29” dal vincitore Michael Valgren e oltre otto minuti dal gruppo della maglia rosa. Al termine della tappa, il volto del corridore della Red Bull-Bora Hansgrohe raccontava tutta la fatica accumulata negli ultimi giorni. Il primo pensiero, appena sceso dalla bici, è stato per la fidanzata: “Dov’è Andrea?”, ha chiesto al suo entourage, cercando conforto in uno dei momenti più complicati della sua giovane carriera. Poi, ai microfoni della Gazzetta, Pellizzari ha spiegato la strategia adottata in corsa: “Devo recuperare le forze, quindi quando posso staccarmi ne approfitto. Anche domani sarà una giornata di recupero, in vista delle due tappe di montagna di venerdì e sabato”.
momento negativo
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Dietro le parole, però, emerge tutta la fragilità del momento. Il corridore ha ammesso di aver pensato seriamente al ritiro: “Sì, ho pensato a fermarmi e ritirarmi, più oggi che ieri a Carì. Volevo farlo subito. Mi scoccia tanto questa situazione. Però andiamo piano, andrà meglio”. In mattinata era intervenuto anche Zak Dempster, Chief of Sports della squadra tedesca, che aveva cercato di proteggere il proprio talento, ridimensionando il peso della crisi. “Giulio è deluso, ovviamente, ma ha lottato tantissimo. Fa parte del percorso di crescita di un corridore da Grandi Giri e noi lo sosteniamo pienamente”, ha spiegato Dempster, sottolineando come il problema sia principalmente fisico e non mentale. Secondo il dirigente australiano, Pellizzari starebbe pagando soprattutto un problema di condizione: “Non credo sia una questione di pressione psicologica. È più un problema di salute e, alla fine, è questo che pesa maggiormente”. Dempster ha poi ricordato come la crescita del giovane italiano sia stata rapidissima e quasi inattesa: al Giro dello scorso anno e alla Vuelta, infatti, Pellizzari si era ritrovato a lottare per la classifica quasi senza programmazione iniziale. Quest’anno, invece, era partito con l’obiettivo dichiarato di puntare alla generale, caricandosi inevitabilmente di aspettative. Nonostante tutto, la squadra continua a credere nel suo potenziale. E guarda già alle ultime montagne, dove Pellizzari potrebbe ancora ritagliarsi un ruolo importante, anche al servizio di Jai Hindley nella corsa al podio. “Vogliamo aiutare Jai a salire sul podio. Giulio darà tutto quello che ha”.











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