Alston fa il play, Edwards fa il fenomeno: Bologna batte Milano 104-94

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La Virtus parte meglio, poi l'Olimpia torna a contatto: nel finale, a fare la differenza è il solito Carsen Edwards, che segna 16 dei suoi 28 punti nel 4° periodo

Giovanni Girolimetti

15 marzo - 22:34 - MILANO

La quarta sfida stagionale tra Bologna e Milano si risolve a favore della Virtus: le Vu Nere superano 104-94 l’EA7, staccata di 6 punti in classifica. Merito di un eccellente Alston (27 punti e 5 assist) in versione playmaker, viste le carenze di reparto. Bene anche Ferrari, che ha spaccato la partita dalla panchina mostrando grande personalità. Ma il più decisivo rimane Edwards, con un quarto periodo da 16 punti (28 in totale) che ha messo il sigillo sulla nona vittoria in dieci gare.

LA PARTITA

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Subito meglio la Virtus: pur in piena emergenza playmaker, le transizioni bianconere restano fluide grazie ad Alston. Il primo mini-strappo lo porta Ferrari dalla panchina, 7 punti di fila dell’ex-Cividale e Bologna sale a +9 (28-19) in chiusura del primo quarto. Milano si sistema nella propria metà campo, ferma l’emorragia e con un contropiede di Bolmaro chiude il 7-0 di parziale (48-43) utile a rimettersi in scia, ma un tecnico fischiato allo stesso argentino rompe lo slancio dell’EA7, che torna negli spogliatoi nuovamente sotto di 9 lunghezze (54-45).

EDWARDS INARRESTABILE

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Nella ripresa Guduric e Ricci fanno gli straordinari dall’arco. Al di fuori di Alston, la Virtus non trova più lo stesso feeling col canestro, mentre dall’altra parte si sblocca Brooks: Milano torna a contatto (74-73) alla fine del terzo periodo. Ma nell’ultimo quarto entra in scena Carsen Edwards, che fa spavento dalla media: nuovo parziale di 8-0 (82-73), Bologna scappa ancora a 33’. Gli animi si scaldano in casa Olimpia, anche Ricci viene sanzionato con un tecnico e Guduric esce per somma di falli. È la pietra tombale per l’Armani, che nel finale si arrende alle fiammate di Edwards.

Virtus: Edwards 28, Alston 27, Morgan 12.
Milano: Brooks 21, Ricci 19, Guduric 13.

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