Allegri: "Sprecato un jolly, ma non possiamo buttare dieci mesi di lavoro. Niente ansia"

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Il tecnico rossonero: "Una domenica da dimenticare, però non è che la Champions sia a rischio. Io ho sempre detto che sarei felice di conquistarla anche all'ultima giornata"

Marco Pasotto

Giornalista

3 maggio - 17:39 - MILANO

Certo, non è come quella notte gelida del 12 gennaio di dodici anni fa, ma anche con i 25 gradi di oggi corrono brividi intensi lungo la schiena di Massimiliano Allegri. Che, evidentemente, alla guida del Milan ha nel Mapei Stadium coordinate in stile triangolo delle Bermuda: il suo Diavolo da queste parti scompare dai radar. In questo momento il Milan molto semplicemente non c'è e, a tre partite dalla fine e con sei punti ancora da portare a casa, non ci potrebbe essere notizia peggiore. Il Milan non gioca, il Milan non è cattivo, il Milan non segna (un gol nelle ultime cinque partite), anzi non tira proprio (nessuna conclusione nello specchio a Reggio Emilia). E adesso la classifica inizia a trasformarsi da comodo sofà e letto del fachiro. Subito sotto il quarto posto, il Como ha rosicchiato un punto ma il vero pericolo arriva dalla Roma: in caso di vittoria domani sera sulla Fiorentina, i giallorossi si porterebbero a meno tre dal Diavolo, anche se il Milan avrebbe il vantaggio degli scontri diretti in caso di arrivo a pari punti.

le parole di allegri

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"Abbiamo approcciato male la partita, dal momento che abbiamo preso gol dopo pochi minuti - spiega Allegri nel dopogara -. E sul secondo, anche se sei in dieci, non si può prendere gol così. Abbiamo buttato un jolly, però non possiamo buttare dieci mesi di lavoro fatti in un certo modo. Tecnicamente abbiamo sbagliato molto, è stata una domenica da dimenticare, una giornata storta. Non è che la Champions sia a rischio, io ho sempre detto che sarei felice di conquistarla anche all'ultima giornata. Bisogna essere bravi a restare sereni e assumersi le responsabilità. Il messaggio è che abbiamo fatto dieci mesi importanti, purtroppo il girone di ritorno non è stato fatto benissimo. Ora occorre preparare bene tutti insieme la partita con l'Atalanta. Giocare in dieci per settanta minuti non era facile, ma sono cose che capitano. L'importante è rialzare la testa subito. Capisco i tifosi, volevamo tutti arrivare velocemente a questo traguardo. Farsi prendere dall'ansia però non serve a nulla, serve lavorare con grande attenzione".

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