A margine della vittoria contro Arthur Rinderknech, conquistata dopo un avvio complicato, il n. 1 al mondo si è lasciato andare in conferenza stampa: "A volte sembra davvero che i miei rivali stiano giocando a un livello pazzesco. Ho la sensazione che succeda sempre contro di me"
Rebecca Saibene
10 marzo 2026 (modifica alle 15:53) - MILANO
Sarà che è più facile giocare bene contro chi gioca bene. Sarà che affrontare il numero uno al mondo ti costringe ad alzare il livello, a tirare ogni colpo un po’ più forte e un po’ più vicino alla riga. Fatto sta che Carlos Alcaraz non apprezza troppo le prestazioni di qualità che spesso i suoi avversari tirano fuori dal cilindro per complicargli la vita. In conferenza stampa, dopo la vittoria in rimonta contro Arthur Rinderknech - il francese era avanti di un set e di un break a inizio secondo parziale - lo spagnolo ha sbottato: "A volte mi stanco di giocare contro Roger Federer a ogni turno. A volte sembra davvero che i miei rivali stiano giocando a un livello pazzesco. Non so se lo sto vivendo nel modo giusto, ma ho la sensazione che succeda sempre contro di me".
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Alcaraz ha poi rincarato: "Se giocassero sempre a quel livello dovrebbero essere più in alto nel ranking. Ovviamente è qualcosa che mi preoccupa. Durante la partita ci penso, ma tutto quello che posso fare è accettarlo, andare avanti e provare a fare qualcosa di diverso: cercare di non permettergli di essere aggressivi, di imporre il loro stile, e provare invece a imporre il mio tennis". La pressione, d’altronde, è un privilegio che spetta solo i migliori: "Mi sento come se avessi un bersaglio sulla schiena. Ho l’impressione che pensino di poter vincere solo giocando a quel livello". Un piccolo sfogo tra il divertito e l'infastidito. Succede. Anche se sei il n.1. Anche se nel 2026 hai vinto 14 partite su 14.







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