Via libera del Garante Privacy allo
schema di decreto legislativo che adegua la normativa italiana
all'AI Act, il Regolamento europeo sull'intelligenza
artificiale. Il provvedimento disciplina l'impiego dei sistemi
di intelligenza artificiale da parte delle Forze di polizia,
definendo limiti, presupposti e garanzie per il trattamento dei
dati biometrici e per l'uso di tecnologie di identificazione
biometrica da remoto.
Il Garante, pur ritenendo il decreto complessivamente
coerente con l'AI Act e con la legge delega n.132/2025,
individua alcuni profili da integrare. In particolare - spiega
la Newsletter dell'Autorità - chiede di chiarire il ruolo della
supervisione umana nei sistemi di IA, di definire con maggiore
precisione le responsabilità nei progetti di ricerca e
sperimentazione, di coinvolgere il Garante negli spazi di
sperimentazione normativa che comportino trattamenti di dati
personali e di rafforzare le garanzie relative alla qualità
delle banche dati biometriche utilizzate per l'identificazione.
Il trattamento automatizzato e generalizzato dei dati biometrici
delle persone che accedono a luoghi o eventi pubblici non è,
secondo il Garante, coerente con l'AI Act, che consente il
riconoscimento facciale ex post solo per ricerche mirate.
L'elaborazione dei dati biometrici dovrebbe quindi avvenire
esclusivamente sulle registrazioni già acquisite e in presenza
di una specifica esigenza operativa, evitando raccolte massive e
preventive. Infine, il Garante chiede che anche le disposizioni
relative all'identificazione biometrica disciplinate dal nuovo
articolo 359-ter del codice di procedura penale prevedano
l'espresso divieto di utilizzare banche dati ottenute mediante
tecniche di scraping indiscriminato o in violazione della
normativa sulla protezione dei dati personali.
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