Il norvegese è l'uomo con più medaglie alle Olimpiadi nello sci alpino: "Questo sport ha bisogno di sfide e di icone. Vonn e Brignone storie bellissime, ma dopo gli infortuni... Goggia favorita in discesa tra le ragazze"
6 febbraio - 20:59 - BORMIO (SONDRIO)
Autunno 2019, su una nave che dalla Croazia faceva rotta verso Venezia, Kjetil Andre Aamodt (classe 1971) rifletteva sulla sua infanzia seduto su una poltrona con vista mare: "Sciavamo perché dalle mie parti in Norvegia non c'era molto altro da fare. Mio padre ci prendeva e si partiva in auto, poi quando vedeva uno spiazzo con un pendio tra i boschi accostava. E si sciava". A forza di sciare perché non c'era molto altro da fare, Aamodt è diventato l'uomo con più medaglie olimpiche nella storia dello sci alpino, otto: 4 ori (superG 1992, superG e combinata 2002, superG 2006); 2 argenti (discesa e combinata 1994); 2 bronzi (gigante 1992; superG 1994). Ora si gode la vita, gira il mondo con la famiglia e commenterà le gare olimpiche per la tv norvegese. Ma prima scruta tra le pieghe della storia per aiutarci a capire come andrà lo sci a Milano Cortina 2026.
Kjetil Andre Aamodt
Nato a Oslo, Norvegia, nel 1971. Otto medaglie olimpiche nello sci, 12 ai Mondiali, 21 vittorie in CdM e la coppa generale 1994
Domanda a bruciapelo: chi vince l'oro in discesa tra i maschi?
"Se guardiamo l'andamento generale il favorito è Odermatt, però la discesa olimpica è sempre una gara strana. Io vi do cinque favoriti: Marco davanti, poi dico Von Allmen, Paris, Franzoni e Kriechmayr. Questi cinque sono un passo avanti a tutti".
Le chiedo subito di Franzoni, visto che lo cita: le piace?
"A me piace sempre quando c'è un nome nuovo. La discesa e il superG dopo il ritiro di Kilde e l'infortunio di Sarrazin hanno bisogno di nuove sfide, di personaggi forti. Io credo che la sfida di Franzoni con Von Allmen, due di 24 anni, possa diventare tipo un Senna-Prost. Sono giovani, frizzanti, a me Franzoni ricorda un po' Kjetil Jansrud. Poi questo giovane italiano viene da grandi risultati a Wengen e Kitzbuhel, piste difficili come lo è la Stelvio, quindi a Bormio può andare molto forte, come si è già visto in prova. La gente vuole vedere le sfide, si appassiona ai duelli, quindi ben vengano".
Saltiamo al superG, la sua classifica?
"Qui gli equilibri possono cambiare, servirà tanta tecnica e per me in superG Odermatt è il favorito numero uno. Però io dico che una sorpresa potrebbe essere Raphael Haaser, e come outsider dico Marco Schwarz e Loic Meillard".
Ma Odermatt ha un limite?
"Eh, va forte, niente da dire. A Milano Cortina per me rischia di vincere quattro ori, considerando che c'èla combinata a squadre; Odermatt può arrivare dove nessuno nella storia dello sci".
Prima di chiederle un pronostico per le gare tecniche, ci dica una cosa: la Stelvio in Coppa del Mondo è sede di gare veloci, secondo lei il gigante e lo slalom olimpici saranno meno selettivi sulla pista di Bormio?
"Mah, non credo. Nel 2005 a Bormio facemmo i Mondiali sulla Stelvio, e in gigante ai primi cinque posti arrivarono i più forti dell'epoca: Maier, Raich, Rahlves, Palander e Grandi. In speciale vinse Raich e Rocca fu terzo, anche lì i più forti erano davanti. Alla fine ci sono tanti modi per fare selezione su una pista, che comunque resta impegnativa anche per le discipline tecniche".
E allora: i suoi favoriti per gigante e slalom?
"Io nel gigante dico Odermatt, Braathen o Meillard; in slalom i più forti sono norvegesi, McGrath o Haugan per l'oro".
Ha avuto occasione di parlare con Lucas Pinheiro Braathen dopo la decisione di gareggiare per il Brasile? Condivide la sua scelta? E cosa ne pensano in Norvegia?
"Sì, ci ho parlato, certo. Io credo sia stata la scelta giusta per lo sport, perché lo sci rischiava di perdere un atleta dalla grande personalità. Lucas è come Alberto Tomba, forte sugli sci e personaggio straordinario, attraente, eccentrico. Infatti in Norvegia la gente fa ancora il tifo per lui. Dovrebbe solo vincere un po' di più, come faceva Alberto... Ma lo sci ha bisogno di icone: Lucas, Lindsey Vonn, Franzoni, sono una benedizione per lo sci. E poi anche Girardelli da austriaco ha gareggiato per il Lussemburgo, Lucas ha scelto il Brasile e non ci trovo nulla di male".
Ha nominato Lindsey Vonn: si può vincere un oro olimpico con un legamento rotto?
"Carlo Janka è tornato a vincere dopo un grave infortunio, Jagge nel 1994 fu campione olimpico dopo essersi rotto i legamenti, però era passato tempo dai loro problemi fisici. Si può sciare con un legamento lesionato, ma vincere non so, dipende da come uno si sente davvero probabilmente. Io tifo per lei, spero vinca, perché il suo ritorno alle gare è un'ispirazione per tanti, una storia bellissima di sport. Boh, sarò ottimista ma io ci credo, tengo le dita incrociate e spero vinca".
Prima del problema ai legamenti era Vonn la favorita nella discesa femminile. Adesso?
"Adesso è Sofia Goggia. Lindsey stava dominando ma ripeto, con la razionalità non so se possa vincere. In discesa vanno forte le atlete esperte, credo che Emma Aicher sia l'unica giovane già forte a livello da giocarsi una medaglia. Nella discesa femminile di Cortina sarà decisiva l'esperienza".
Federica Brignone ce l'ha fatta: sarà ai Giochi. Per fare?
"Eh, un vero peccato l'infortunio di Federica, però è stata impressionante a Plan de Corones. Non ho capito se alla fine farà anche discesa e superG ma in gigante era la più forte, e il suo ritorno già è una bellissima storia per lo sci".
Mikaela Shiffrin e Lindsey Vonn insieme: gli Usa schiereranno i due fenomeni in un dream team per la combinata a squadre secondo lei? Tra le due non c'è mai stato grande feeling...
"Eh, se gareggiassero assieme diventerebbero la storia di copertina dell'Olimpiade 2026. Sarebbe anche una scelta logica, naturale, la numero 1 della velocità con la numero 1 della tecnica. Però... Io non so se la direzione tecnica americana alla fine riuscirà a tenerle insieme, mi dicono che abbiano già scelto Shiffrin con Breezy Johnson".
Ultima domanda: sarà a Bormio per i Giochi?
"No no, bello ma... Sarò qualche giorno in uno studio tv per commentare le gare. Ormai sono 'vecchio', soffro il freddo, come diceva sempre il mio amico Alberto...".









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