A lezione dal Prof: una mano con Lorenzo Arduini

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Durante il PokerStars Open, abbiamo assistito ad una mano particolare e abbiamo chiesto al protagonista di spiegare passo per passo il processo mentale che lo ha portato a compiere le scelte su ogni strada. Tra i "teorici" del poker più apprezzati, Lorenzo Arduini occupa i piani altissimi della classifica

Quanti aspetti del gioco bisogna prendere in considerazione durante una mano? Strategia, avversari, dimensioni di una puntata. Sono solo alcune delle tante sfaccettature strategiche del poker. Abbiamo chiesto a Lorenzo Arduini di spiegare una (sua) mano particolare giocata durante il PokerStars Open

IL "PROF" ANALIZZA SEMPRE TUTTI I DETTAGLI

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In un gioco ad asimmetria informativa, tecnica, preparazione e dettagli fanno tutta la differenza del mondo. Chi pensa che il tutto si riduca a flop, turn, river e...fortuna non andrà molto lontano nel lungo periodo. La modalità torneo, come sappiamo, può premiare anche un giocatore "ricreazionale" ma se vogliamo migliorare, dobbiamo approfondire alcuni aspetti. Per capire ragionamenti e pensieri "ad alto livello" sfruttiamo una mano giocata da Lorenzo Arduini nel torneo deep stack al PokerStars Open di Campione. Originario di Parma ma trasferitosi oramai da tempo nella Svizzera francese, Arduini è quel giocatore al quale una grande fetta di "reg" (ovvero giocatori professionisti) chiede pareri e consigli. La sua preparazione tra matematica, strategia e psicologia al tavolo è davvero superba: per questo motivo per tutti è il "Prof" Arduini. Vederlo all'opera e sentire il suo processo mentale è una lezione di poker gratuita e la mano che andiamo ad analizzare è pregna di concetti importanti. Siamo ad inizio torneo: bui 200/400 con 400 di ante e Arduini si ritrova in mano Q Q con uno stack di 70.000 chips (compito di fine paragrafo: calcolare quanti BB sta giocando...)

LORENZO ARDUINI E L'ANALISI DELLA SUA MANO ALL'OPEN

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Un giocatore da UTG+2 apre standard a 800. Tocca a Lorenzo che decide di fare call per (sostanzialmente) due motivi: "Dopo di me c'erano un paio di giocatori che conoscevo bene. In questa situazione, da uno dei due, mi aspetto uno squeeze play". L'altro motivo è puramente tecnico: "Qui con QQ si può ovviamente 3bettare - commenta il Prof - ma in quella situazione e con quello stack, fare call o controrilanciare sono opzioni equivalenti a livello teorico". Arriva lo squeeze del giocatore immediatamente alla sinistra di Arduini che, con stak di 50.000,  3betta a 2.700. Original raiser chiama: "A questo punto non ha senso nascondere la mia mano e decido di fare backraise. Posso vincere preflop ma posso anche tirare in mezzo il giocatore allegro alla mia sinistra". Lorenzo controrilancia a 12.100. Arriva il call "previsto" con l'original raiser che folda. Flop K 9 3 "Non credo abbia tanti Kx nel range visto che blocco le combo di KQ. Un A ci può stare. Con quel flop mi sento però confident e decido di puntare il 25% del piatto che è abbastanza standard". Bet di 8.500, arriva il call. Turn 4 con entrambi i giocatori che fanno check. Ecco il perchè della scelta di Arduini: "Al turn il piatto è 45k. Io ho circa 50k ma lui resta con 25k. La mia mano è troppo marginale su quel board per puntare su tre strade. Un suo check fa cadere l'idea del Kx e posso comodamente andare allin al river dove posso rappresentare un range di bluff". River 5 con Arduini che mette allin l'avversario. Arriva il call ma A 9 non basta. Il prof incamera un bel piattone.

11 febbraio 2026 (modifica il 11 febbraio 2026 | 22:04)

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