"Rimango incredulo di fronte al
provvedimento approvato ieri in Consiglio dei Ministri, che va
totalmente contro il sostegno ai Settori giovanili e
all'utilizzo dei talenti italiani selezionabili per la
Nazionale". Gianfranco Zola alza la voce ed è di dissenso
rispetto al decreto legge sullo sport varato dal governo: l'ex
campione, vicepresidente vicario della Lega Pro, in una
dichiarazione all'ANSA, protesta contro la nuova normativa.
"Tutto ciò a meno di tre mesi dalla terza mancata qualificazione
dell'Italia al Mondiale... - sottolinea Zola - di cui oggi siamo
ahinoi spettatori, e dopo i proclami del mondo politico". Zola,
che dopo aver lasciato il campo giocato si è dedicato con ruolo
istituzionale proprio alla valorizzazione dei giovani, anche con
una riforma che porta il suo nome, sottolinea come "la decisione
assunta dal Consiglio dei Ministri, che segue l'inspiegabile
abolizione del vincolo sportivo due anni fa, con enorme danno
per i nostri vivai, rappresenta l'ulteriore autogol nei
confronti dei Settori giovanili - femminili e maschili - della
Serie C, cancellando con una scelta né condivisa né comunicata
le risorse necessarie per sostenere la Riforma Zola. La quale
soltanto un mese fa aveva riscosso l'elogio bipartisan durante
l'audizione di Lega Pro alla Settima commissione della Camera
dei Deputati". Le mancate risorse mettono così a rischio il
futuro del calcio, evidenzia Zola. "La cosa che mi stupisce è
che i 10 milioni di euro, fino a oggi riservati alla Riforma
Zola, non siano più destinati allo sviluppo del calcio femminile
e maschile di base, bensì ai club di Serie A che hanno un
miliardo di diritti tv - fa notare Zola - Questo significa
mortificare il nostro sforzo, che ha già prodotto una crescita
sensibile di giovani italiani in campo. Chiediamo che governo e
Figc possano reperire le risorse per non spegnere l'unico
progetto avanzato negli ultimi anni a favore del rilancio
tecnico del movimento azzurro. Duole molto che ancora una volta
si penalizzi il calcio di base, delle 60 città, dei territori,
dell'imprenditoria locale, dei tifosi comuni e delle speranze
giovanili per favorire i club più ricchi del Paese. Viva
l'azzurro e viva il calcio italiano".
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1 giorno fa
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