Zanardi: Porcellato, 'bronzo a Rio, poi ci raccontammo le nostre storie di resilienza'

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"Era un vulcano di positività e di allegria. Andava sempre oltre in qualsiasi cosa, aveva sempre una parola positiva da dire. Perdo un amico, un compagno di allenamento e una persona molto cara, non solo un campione". E' questo il ricordo commosso di Francesca Porcellato, campionessa di handbike - la stessa disciplina di Zanardi - all'ANSA.

Un legame d'amicizia, quello tra i due atleti, molto forte, reso unico anche da una storia simile che li ha fatti diventare due simboli di resilienza, accomunati dalla voglia di non abbattersi davanti a nulla. "E' una bruttissima giornata, non ho parole. Era da tanto che non si vedeva per le sue vicissitudini, ma ho ricordi bellissimi di momenti passati con lui. Abbiamo vissuto momenti intensi preparando le Paralimpiadi con quell'affiatamento che ti unisce nel profondo", prosegue Porcellato.

E proprio la voglia di superare i propri limiti ha unito i due con "la rossa volante", come da soprannome di Porcellato, a ricordare come "abbiamo vissuto una storia simile. Tutti lo vedevano come il campione, ma per me è stato un amico prima ancora che un esempio". Ad unirli non solo la passione per lo sport in tutte le forme, quindi, ma anche un destino in comune: Zanardi, infatti, dopo l'incidente in una corsa automobilistica che gli costò l'amputazione di entrambe le gambe scoprì l'handbike, Porcellato - che gareggia sulla sedia a rotelle perché paraplegica da quando, a diciotto mesi, fu investita da un camion - si avvicinò al paraciclismo dopo aver già trionfato nell'atletica e nello sci paralimpico, scegliendo l'handbike per quel desiderio avuto fin da piccola di far correre la carrozzina più veloce possibile.

"Noi ci siamo conosciuti quando non era ancora un campione paralimpico, mi chiese di fargli vedere come facevo salire la carrozzina in macchina. Poi l'ho ritrovato nel paraciclismo, mi ha dato tanti consigli e mi ha aiutato a risolvere tanti problemi. Se devo scegliere uno dei tanti ricordi che ho scelgo quando a Rio, subito dopo aver vinto l'oro nella staffetta, ci siamo ritrovati prima delle premiazione, ci siamo abbracciati e raccontati le nostre sensazioni e il significato di quella medaglia. E' stato un momento molto profondo", conclude Porcellato ricordando uno dei simboli dello sport paralimpico mondiale, ma soprattutto l'amico di mille battaglie.
   

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