Il capitano biancoceleste, da poco rientrato da una lesione al muscolo obliquo dell’addome, ha fin qui realizzato quattro gol e un solo assist tra campionato e Coppa Italia
Tanti dubbi e una certezza. Che si chiama Mattia Zaccagni. In una Lazio piena di infortuni e problematiche varie (comprese quelle ambientali) Maurizio Sarri si aggrappa al suo uomo più rappresentativo, nonché capitano della formazione. Sì, perché in una squadra che fa fatica a inquadrare la porta avversaria, le accelerazioni, gli assist e i gol del numero 10 biancoceleste sono fondamentali. Non è un caso che la flessione che ha fatto registrare negli ultimi tempi è coincisa con un più generale calo dell’intera Lazio. Per questo Sarri, una volta avutolo di nuovo a disposizione dopo l’ultimo infortunio (lesione al muscolo obliquo dell’addome) non ha esitato a mandarlo subito in campo. È accaduto sabato scorso a Cagliari, partita nella quale Zac non ha particolarmente brillato. Tutto previsto, però, dato che aveva solo un paio di allenamenti nelle gambe.
lacune da colmare
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Oggi a Torino il capitano è pronto a dare molto di più. Vuole e deve crescere sia perché la partita odierna è difficile e importante. Ma ancor di più perché è la prima di un mese che si concluderà con i playoff per il Mondiale, al quale lui e l’Italia devono qualificarsi. Un mese, quello che inizia oggi, che vede tra l’altro la Lazio impegnata (mercoledì prossimo) nella fondamentale semifinale di andata di Coppa Italia con l’Atalanta. Quattro gol e un assist finora per Zaccagni tra campionato e Coppa Italia, ma tutti piuttosto datati, in particolare le marcature. L’ultimo gol il capitano lo ha messo a segno il 4 dicembre in Coppa Italia contro il Milan, tre mesi fa. Ancora più "vecchia" l’ultima rete in campionato, il 3 novembre contro il Cagliari, quattro mesi fa. Leggermente più recente l’unico assist collezionato in questa stagione: contro la Fiorentina in campionato il 7 gennaio. Anche da questo, comunque, sono passati quasi due mesi. È chiaro che un giocatore si misura da tante altre cose, ma per uno come Zaccagni, capace di andare spesso in doppia cifra a fine anno sia nei gol che negli assist, queste lacune pesano tanto. Cercherà di colmarle a cominciare dalla partita di oggi a Torino. Vuole rompere il ghiaccio, Zac, per poi continuare nelle successive gare di un marzo in cui si decide tutto.
Ansia Sarri
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Che questo sia il mese cruciale della stagione lo sa perfettamente anche un Maurizio Sarri che si ritrova (ma non è certo una novità...) a gestire una situazione piuttosto complessa. Tra infortuni che vanno e vengono e una situazione ambientale sempre tesa. Al già lungo elenco degli infortunati si è aggiunto anche Daniel Maldini, frenato da un affaticamento muscolare. Non è stato neppure convocato per Torino, anche se il problema pare essere di lieve entità, al punto che l’attaccante dovrebbe essere regolarmente in campo mercoledì sera in Coppa Italia contro l’Atalanta. Il tecnico ha deciso così di dare una chance a Petar Ratkov che prima di oggi ha giocato una sola partita da titolare (contro il Como all’Olimpico). Il Comandante si aspetta molto da lui, ma anche dall’altro nuovo acquisto Taylor (oggi alla nona partita su nove da titolare, da quando è arrivato non è saltata neppure una). E poi c’è lo "zoccolo duro", del quale oltre a Zaccagni fanno parte gli altri leader del gruppo, Cataldi, Provedel e Marusic. È a loro che Sarri si è affidato in questa fase così delicata. E i quattro moschettieri hanno risposto presente. Cercheranno di dimostrarlo oggi a Torino e poi nelle prossime partite di un marzo che deciderà la stagione della Lazio.









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