"L'uso dell'IA da parte dei governi
per dominare la società, svuotare la democrazia o alterare gli
equilibri geopolitici mondiali": è il "grande pericolo" indicato
da Yoshua Bengio, lo scienziato canadese e professore
all'Università di Montréal, uno dei padri dell'intelligenza
artificiale e una delle voci globali più autorevoli nel chiedere
uno sviluppo dell'IA sicuro e orientato al bene dell'umanità,
ospite oggi di Monica Maggioni a In mezz'ora, su Rai3.
"Immaginiamo Hitler o Stalin con a disposizione il potere che
già oggi offre l'intelligenza artificiale. E immaginiamo cosa
potrebbero fare con l'IA che avremo fra due o tre anni:
progettare nuove armi, monitorare ogni singolo cittadino", ha
fatto notare Bengio.
"Una macchina potrebbe sfuggire ai nostri sistemi di
controllo, accedere a Internet e iniziare a fare danni? Oppure,
se fosse molto potente, potrebbe decidere di eliminare gli
esseri umani perché rappresentano una minaccia alla sua
esistenza, visto che potremmo spegnerla? Con i metodi attuali,
non esiste alcuna garanzia. Nessuna azienda - ha detto Bengio -
può assicurarci che questo non accadrà. E le conseguenze
potrebbero essere enormi. Stiamo parlando dell'esistenza
dell'umanità fra qualche decennio oppure della nostra capacità
di continuare a controllare il nostro futuro, anche senza
arrivare all'estinzione, perché sarebbe altrettanto grave se
perdessimo il controllo del nostro destino. Se le macchine
fossero più intelligenti di noi, deciderebbero tutto al posto
nostro. E che ne sarebbe di noi?".
"Molti esperimenti condotti sui modelli di IA più avanzati
mostrano che questi sistemi resistono allo spegnimento e, per
evitarlo, sono disposti a mentire e a imbrogliare. I test
mostrano, inoltre, la tendenza a proteggere altre IA dall'essere
disattivate, sempre ricorrendo a menzogne e inganni", ha fatto
notare.
"Esiste un altro grande pericolo, forse meno estremo ma molto
più probabile. Mi riferisco all'uso dell'IA da parte dei governi
per dominare la società, svuotare la democrazia o alterare gli
equilibri geopolitici mondiali. Se uno o due Paesi fossero in
grado di dominare economicamente, militarmente e influenzare
l'opinione pubblica di altri Paesi, potrebbero di fatto
controllare il mondo. Immaginiamo Hitler o Stalin con a
disposizione il potere che già oggi offre l'intelligenza
artificiale. E immaginiamo cosa potrebbero fare con l'IA che
avremo fra due o tre anni: progettare nuove armi, monitorare
ogni singolo cittadino. Tutto questo - ha argomentato ancora
Bengio - è collegato al primo punto: l'intelligenza conferisce
potere. Oggi non disponiamo né di garanzie sociali né di
garanzie tecniche sufficienti per fare in modo che quel potere
non danneggi le nostre istituzioni e il nostro futuro".
Per lo scienziato, "in questa fase storica, l'unica carta che
l'Europa può giocare per evitare uno scenario del genere è
investire massicciamente nell'intelligenza artificiale. Per
quanto paradossale possa sembrare, bisogna investire enormemente
nell'IA e nei data center. Ma farlo secondo i nostri valori. È
lì che possiamo fare la differenza. Si può progettare
un'intelligenza artificiale etica. Un'intelligenza artificiale
che non danneggi la persona. Un'intelligenza artificiale onesta.
Un'intelligenza artificiale che non si limiti a dire sempre di
sì. Un'intelligenza artificiale che non aiuti chi vuole fare del
male a sé stesso o agli altri. Questo è assolutamente
realizzabile, ma, per riuscirci, avremo bisogno di Paesi
seriamente impegnati nella difesa dei valori democratici, Paesi
disposti a investire concretamente e non soltanto a parlarne".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA

2 ore fa
1









English (US) ·