Nella finale di Teahupo’o vincono l’hawaiano Seth Moniz e la canadese Erin Brooks. L’azzurro punta alla prossima gara per provare a riprendersi la vetta del ranking
La diciannovenne canadese Erin Brooks e l’hawaiano Seth Moniz sono i nuovi campioni di Teahupo’o, la violenta onda polinesiana dove si è appena concluso il settimo stop del tour della World Surf League, il Tahiti Pro. Bellissimo lo show andato in scena ieri nella serata italiana: onde perfette oltre i due metri, con tubi profondi e che hanno permesso punteggi eccellenti. L’azzurro Leonardo Fioravanti, uscito al secondo turno, mantiene il secondo posto nel ranking: l’unico atleta a cui riesce l’aggancio in vetta è il brasiliano Italo Ferreira, tornato in lycra gialla, ma comunque uscito in semifinale.
il ranking
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Per il numero 46 italiano è il momento di fare un reset e ripartire: dal 25 agosto si torna in gara alle Fiji (finestra meteorologica aperta sino al 4 settembre) per provare a rosicchiare qualche altro punticino. Ferreira, già campione del mondo nel 2019, guida la classifica con cinque mila punti di scarto, che nella scala equivalgono poco più di un approdo agli ottavi. Dietro Leo, gli altri brasiliani Yago Dora, Miguel Pupo e Gabriel Medina, quest’ultimo più distaccato. Al contest polinesiano l’unico carioca ad aver performato – e che appare come uno dei surfisti più in forma del tour – è stato proprio Ferreira che non ha esitato a cercare i frangenti più grossi. Particolare, infatti, l’onda di Teahupo’o: su questo reef pericolosissimo, soprattutto su certe misure, i giudici premiano la grandezza dell’onda e la profondità e il tempo di permanenza nel “tubo”, la caverna creata dall’acqua, dove la potenza cinetica del mare è elevatissima. Al netto della fortuna – componente che in questi casi è proverbiale – soprattutto le prime giornate di gara hanno ricompensato i surfisti che hanno osato di più. Tradotto per i comuni mortali: si trattava di lanciarsi su onde pressoché impossibili, al limite della sopravvivenza, le cui conseguenze si sono viste con il numero di tavole distrutte dall’impatto con l’onda, o letteralmente dilaniate dalla barriera corallina.
le sorprese
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Lo stesso Kelly Slater, protagonista di heat eccellenti, ha dovuto fare i conti con un’onda difficile (e che lui ben conosce), rinunciando a una tavola. L’undici volte campione del mondo, wildcard dell’evento e che si inerpicato anche in un auto-pronostico che lo dava probabilmente vincitore, è stato poi eliminato ai quarti. Il tour comunque riserva spesso delle sorprese. E infatti, dopo la pausa di metà stagione, alla ripresa si sono affacciate tante facce che sin ora erano rimaste in ombra. Fanno un balzo in avanti nel ranking, oltre a Seth Moniz, che sin qui era stato inconsistente, anche il messicano Alan Cleland e il marocchino Ramzi Boukhiam che centra la prima semifinale della sua carriera. E poi l’americano Griffin Colapinto, che guadagna quattro posizioni e rientra tra i top dieci. Incredibile anche la gara delle donne, la tahitiana Keila Gallina, quattordici anni e wild card dell'evento, arriva sino ai quarti. In semifinale c’era anche la portoghese Yolanda Hopkins, mentre l’israeliana Anat Lelior arriva alla sua prima finale. Che appunto perde contro un’altra giovanissima, la canadese Erin Brooks, che conquista la prima vittoria nel tour.








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