Dopo lo stop a Cincinnati con Tirante il serbo ha parlato delle sue condizioni: "Non è la prima volta che mi sento così, immagino non sarà l’ultima"
Non cerca scuse Novak Djokovic dopo la partita persa a Cincinnati contro l’argentino Tirante, ma per la prima volta ammette che qualcosa non va, parlando di una malattia che lo affligge ormai da anni e che gli provocherebbe, tra le altre cose, anche attacchi di vomito e stanchezza estrema in certe condizioni, come avvenuto proprio contro Tirante.
il problema di salute
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Djokovic ne ha parlato alla stampa serba e ai microfoni di Sportklub, raccontando per la prima volta con maggiore chiarezza il problema che da anni condiziona le sue prestazioni in determinate condizioni climatiche. "Prima di tutto, mi congratulo con il mio avversario, ha giocato bene. Per quanto mi riguarda, non è la prima volta che mi sento così, immagino non sarà l’ultima, ma quel che è fatto è fatto – ha detto Nole - È semplicemente un problema di salute che ho da qualche anno. Ho molti problemi, soprattutto quando c’è molta umidità e caldo. Sapevo che queste condizioni mi avrebbero penalizzato".
le condizioni
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Ma secondo Nole non si tratta soltanto del clima: "Hanno influito, ma ci sono tutte le altre cose: il nervosismo e tutto ciò che comporta una partita come questa. Tutto questo peggiora ulteriormente la situazione, ed è esattamente quello che è successo". Una serata dunque complicata sotto ogni punto di vista, arrivata in una fase della carriera nella quale ogni torneo potrebbe assumere un peso diverso. A 39 anni, e con qualche eliminazione prematura di troppo, la domanda sul futuro diventa inevitabile.
il futuro
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Djokovic, però, non vuole ancora parlare di addio. Alla domanda sulla possibilità di rivederlo a Cincinnati anche nel 2027, risponde con una frase che lascia però più di qualche dubbio: "Spero proprio di sì, ma purtroppo al momento sembra più probabile che non accadrà. Vedremo cosa ci riserverà il futuro". Nole qualche giorno fa aveva dichiarato di sentirsi bene in vista degli US Open, come non succedeva da tempo dopo uno Slam.










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