Quest'anno il campione e la campionessa incasseranno 4,2 milioni. Nel 2025 il torneo di Londra ha generato quasi 500 milioni di ricavi: il 15% destinato al prize money rispetto al 22% chiesto da Sinner e colleghi
C’era grande attesa per l’annuncio del montepremi di Wimbledon, dopo la polemica sollevata dai giocatori quando, due mesi fa, erano stati ufficializzati i premi del Roland Garros. Bene, il giorno è arrivato e le cifre sono le seguenti: 64,2 milioni di sterline (poco meno di 75 milioni di euro), con un aumento del 20% rispetto al 2025. Si tratta - precisa l’All England Lawn Tennis Club - del più alto incremento annuo nella storia del torneo. I vincitori del singolare maschile e femminile riceveranno 3,6 milioni di sterline (4,2 milioni di euro), mentre ai finalisti ne spetteranno 1,8 milioni (2,1 milioni di euro). Sale del 21% il compenso per chi viene eliminato al primo turno, a quota 80.000 sterline, mentre il montepremi delle qualificazioni raggiunge i 6,2 milioni di sterline (+25%).
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Gli organizzatori del torneo londinese tengono inoltre a sottolineare che, dal Covid, hanno investito quasi 1 miliardo di sterline “tra premi, strutture e servizi di livello mondiale per il torneo, sostegno continuativo alla stagione sull’erba che precede Wimbledon e supporto al tennis britannico e internazionale”. Deborah Jevans, presidente dell’All England Lawn Tennis Club, ha dichiarato: “Gestiamo un programma sostenibile che ci consente non solo di aumentare i premi, ma anche di investire nelle strutture, nella stagione sull’erba e nello sviluppo del tennis britannico e internazionale. Siamo convinti che, mentre Wimbledon continua a crescere, i giocatori continueranno a condividere questo successo”. È un chiaro invito agli atleti a riconoscere gli sforzi organizzativi. Basterà?
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Va detto che Wimbledon, l’anno scorso, ha generato ricavi per 426,5 milioni di sterline, pari a circa 495 milioni di euro (in crescita di una ventina di milioni rispetto all’anno precedente). I Championships hanno prodotto un utile di 62 milioni di euro: il 90% viene trasferito alla Lta, la federazione britannica, che lo utilizza per finanziare la propria struttura operativa e i progetti di sviluppo sul territorio; il restante 10% viene distribuito, sotto forma di dividendo, allo storico circolo che custodisce la tradizione di Wimbledon. Nel 2025 ciò si è tradotto in un assegno di 56 milioni per la Lta e di 6 milioni per il club. In fin dei conti, ai giocatori che nel 2025 hanno giocato a Church Road è stato destinato soltanto il 12,5% dei ricavi, considerato che il montepremi era di 62 milioni di euro. La prossima edizione, come detto, assegnerà un prize money in crescita del 20%, fino a quota 74 milioni di euro: pur ammettendo che i ricavi rimangano stabili (e difficilmente sarà così), la quota destinata ai giocatori salirà al 15%, più alta rispetto all’anno scorso ma ancora al di sotto delle richieste di Sinner e colleghi. Nel contenzioso che va avanti ormai da un anno con gli Slam, gli atleti chiedono che i montepremi dei Major vengano almeno allineati alla percentuale riconosciuta nei combined event dei circuiti Atp e Wta, pari al 22%. I tennisti, inoltre, si aspettano una maggiore consultazione sulle decisioni strategiche e maggiori contributi per pensioni, assistenza sanitaria e maternità.









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