Dal malore di Parigi al caldo estivo di Londra: per Wimbledon Jannik si prepara con un sacchetto di ghiaccio in testa
Ci risiamo. La lunga estate calda, peraltro appena iniziata, avvolge con le sue afosissime spire anche Londra, e di conseguenza Wimbledon, come era già accaduto durante la prima settimana del Roland Garros a Parigi. Ricordi che non lascerebbero tranquilli: la cappa di calore di quei giorni, infatti, fu una delle concause del malore di Sinner, notoriamente poco avvezzo, per caratteristiche genetiche, alle temperature troppo elevate accompagnate da valori di umidità oltre la norma.
le regole
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Le previsioni meteo raccontano di un clima bollente almeno per i primi sette giorni dello Slam londinese, e dunque all’All England Club si sono già preparati ad attivare i protocolli della heat policy: dieci minuti di break tra il secondo e il terzo set per le donne e i doppi, e tra il terzo e il quarto per gli uomini quando l’indice di stress termico (temperatura, umidità, caldo che sale dalla superficie) supera i 30,1 gradi. Ma soltanto per i match sui campi senza copertura: sul Centrale e sul Court One, infatti, quando le condizioni diventano estreme si procede alla chiusura del tetto con la ventilazione garantita dall’aria condizionata. Dunque, almeno per le partite, il numero 1 del mondo potrà sfruttare indirettamente il suo status, visto che giocherà sempre (si spera fino alla finale) su uno dei due campi principali.
gli allenamenti
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Certo, la calura incombente richiederà di maneggiare con attenzione la preparazione extra competizione, e non a caso ieri Jannik, nelle pause dell’allenamento giornaliero, si è rinfrescato tenendo sulla testa un sacchetto con il ghiaccio. Le tre settimane senza partite prima di Wimbledon, peraltro, sono servite anche per lavorare sulla resistenza al caldo e sulla gestione della fatica, come era già accaduto a marzo prima di Indian Wells: allora i risultati furono scintillanti. Non deve sorprendere, poi, che la preparazione in vista dei Championship si sia svolta in due tempi: la priorità era infatti quella di acquisire ritmo senza esporsi troppo e quindi a Montecarlo nei primi dieci giorni Sinner si è allenato sul cemento, che permette di regolare l’intensità e il recupero in maniera più proficua rispetto a un torneo su erba. Inoltre, bisognava anche perfezionare il servizio, la risposta, il primo colpo e la capacità di scelta: automatismi che possono essere allenati sulla superficie dura prima di trasferirli sui prati. Ora la Volpe Rossa deve solo adattare questi dettagli alla nuova superficie, un passaggio che per i bookmakers dovrebbe rivelarsi una formalità, se è vero che la riconferma del titolo è data a 1,6, una quota da larghissimo favorito (segue Djokovic tra 6,5 e 7). Evviva il re d’Inghilterra.










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