Webuild batte le attese e chiude il 2025 con i ricavi che salgono a 13,6 miliardi di euro, in crescita del 15% rispetto all'anno precedente e ben oltre i 12,5 miliardi previsti dalla guidance. L'utile netto sale a 280 milioni, in crescita del 13%.
Il margine operativo lordo (Ebitda) si attesta a 1,2 miliardi (+18%), ben oltre il target di 990-1.050 milioni previsti dal piano industriale 2023 - 2025. L'ebitda margin raggiunge l'8,6%, dal 7,2% del 2022, grazie alle iniziative implementate nel triennio. Il Cda proporrà all'assemblea, convocata per il 29 aprile, il pagamento di un dividendo unitario complessivo di 0,081 euro per ciascuna azione ordinaria e di 0,26 euro per ciascuna azione di risparmio esistente.
Nel 2025, il portafoglio ordini totale è pari a 58,4 miliardi. In termini geografici, è prevalentemente distribuito tra Italia, Europa, Australia, Stati Uniti e Arabia Saudita. Da inizio 2026 i nuovi ordini, includendo i progetti per i quali Webuild è risultata migliore offerente, sono pari a circa 1,8 miliardi.
Il gruppo ha concluso il piano industriale 2023 - 2025, con risultati conseguiti ben oltre i target. I ricavi hanno visto una forte crescita, raddoppiati in quattro anni; il margine operativo lordo (Ebitda) raddoppiato in quattro anni e margine in crescita all'8,6%. Realizzate oltre 13.000 nuove assunzioni medie annue dal 2023 e più di 3 milioni di ore di formazione erogate.
"I risultati che presentiamo oggi confermano la solidità del nostro modello industriale nel lungo periodo", afferma l'amministratore delegato Pietro Salini. "Abbiamo - aggiunge - superato le attese del piano su tutte le dimensioni, industriale, finanziaria, commerciale e occupazionale".
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