Sta accelerando il piano di riorganizzazione del gruppo? Secondo alcune indiscrezioni sì. Il 9 luglio se ne saprà di più
"In estate prenderemo ulteriori decisioni fondamentali insieme al nostro Consiglio di sorveglianza". Lo aveva detto l'amministratore delegato del gruppo Volkswagen Oliver Blume lo scorso 18 giugno durante l'assemblea generale del gruppo. L'obiettivo, aveva proseguto il manager, è quello di diventare entro il 2030 "il costruttore automobilistico più attraente al mondo". Con 100mila persone in meno e diverse fabbriche chiuse, afferma in uno scenario non commentato dall'azienda, la testata Manager Magazin pochi giorni dopo, il 25 giugno, scatenando una tempersta di reazioni e dichirazioni. Cosa sta succedendo nel secondo gruppo automobilistico mondiale?
i tagli già decisi
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Il prossimo 9 luglio si riunisce proprio il Consiglio di sorveglianza del gruppo, ovvero l'organo di controllo aziendale. Quali saranno i dettagli degli argomenti che porterà al tavolo Blume non si sa. Tuttavia già nell'assemblea generale del 18 giugno il Ceo aveva detto: "Nel 2026 le condizioni quadro dell'industria automobilistica si sono ulteriormente inasprite. La nostra situazione è tesa e impegnativa". Le difficoltà derivano da un combinato disposto mastodontico: la crescente concorrenza nel mercato cinese ad opera dei costruttori locali con il declino maggiore delle vendite proprio per il marchio Volkswagen (quasi 500mila auto in meno dal 2022 al 2025); il sistema di dazi voluto dall'amministrazione statunitense guidata da Donald Trump; l'andamento del mercato europeo.Il gruppo aveva già concordato l'uscita circa 50mila persone. Nel 2025 la forza lavoro complessiva era di 667.164 persone delle quali il 43% in Germania. Nei giorni scorsi Vw ha raggiunto un accordo con Bain Capital per la cessione del 51% di Everlience, motori marini, con ricavi stimati per 7,4 miliardi. Si sta pensando di andare oltre?
l'indicrezione
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Sì secondo quanto riportato da Manager Magazin. Ci sarebbe in ballo una proposta di tagliare di altre 45mila unità la forza lavoro, avvicinandosi quindi al numero complessivo di 100mila. Le fabbriche interessate dai nuovi tagli sarebbero Hannover, Zwickau, Emden e Neckarsulm di Audi. Sempre stando a quanto scritto dalla testata nei prossimi cinque anni ci sarebbe un taglio di investimenti del 15% portandoli a una cifra complessiva di circa 130 miliardi di euro.
i sindacati
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Secondo il presidente del sindacato Ig Metall, Christiane Benner, il presidente del consiglio di fabbrica del Gruppo Vw, Daniela Cavallo, e il responsabile distrettuale di Ig Metall per l'accordo con Vw, Thorsten Gröger "le rinnovate notizie diffuse dai media stanno giustamente destabilizzando i nostri dipendenti e i nostri stabilimenti produttivi". Qualora tali piani venissero attuati, "ci opporremmo con tutte le nostre forze". Il 9 luglio se ne saprà di più.








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