Vola la cassa integrazione in
Piemonte: nel 2025 sono state concesse 60 milioni di ore, 10
milioni in più del 2024, pari a un incremento del 19%. Rispetto
al 2023 sono raddoppiate. Un dato che colloca il Piemonte al
terzo posto tra le regioni d'Italia, dopo Lombardia e Veneto. Il
settore più colpito è quello metalmeccanico, in particolare
l'automotive. Sono le elaborazioni della Cgil Piemonte sulla
base di dati Inps.
Torino è la capitale della cassa integrazione con 39
milioni di ore e una crescita del 20%, seguita da Napoli con 24
milioni. La cassa integrazione aumenta in tutte le province
piemontesi: ad Asti (+7,5%), a Cuneo (+4,7%), ad Alessandria
(+2,3%). Le uniche province dove si registra un calo contenuto
sono Biella e Novara.
"In Piemonte, con epicentro Torino e la sua provincia, la
deindustrializzazione sta accelerando. La cassa integrazione è
in aumento, si è allargata a una provincia, Cuneo, che è stata
sempre anticiclica. La più colpita è la manifattura con i
servizi collegati. Tutto questo ha un effetto sui redditi e sui
consumi in una situazione in cui l'aumento del carrello della
spesa è stato costante. I problemi sociali stanno aumentando"
commenta il segretario generale della Cgil Piemonte, Giorgio
Airaudo. "Il Piemonte ha bisogno di strumenti straordinari con
una sua Zes, zona economica speciale, per attrarre investitori e
avere ammortizzatori sufficienti ad attraversare la notte
dell'industria italiana" sottolinea Airaudo.
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1 giorno fa
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