Vinse un Oscar ma non andò a ritirarlo: Paul Newman preferiva correre

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  American actor Paul Newman before the start of the Le Mans 24-hour race. He and his two co-drivers finished second in their Turbo Porsche.  (Photo by Keystone/Getty Images)

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È scampato più volte alla morte in guerra, è diventato una star di Hollywood ma pareva quasi che lo facesse per hobby. No, il vero mestiere di Paul Newman erano le auto da corsa, e si iscriveva alle gare con gli stratagemmi più assurdi

Alessandra Giardini

Collaboratore

28 marzo 2026 (modifica alle 16:58) - MILANO

Voleva fare il pilota. Di aerei però. Si arruolò nella Marina degli Stati Uniti il 22 gennaio 1943, quattro giorni prima di compiere diciotto anni. Si era appena diplomato alla Shaker Heights High School di Cleveland, Ohio. Andò a Yale con la speranza di essere ammesso all'addestramento da pilota. Ma alla visita medica per l'idoneità al volo venne fuori che i suoi occhi - quegli occhi che sarebbero diventati famosi in tutto il mondo con il loro azzurro incomparabile - erano daltonici. Il sogno dell’allievo Paul Leonard Newman si interruppe sul nascere: ripiegò su un addestramento da operatore radio e mitragliere di coda. Nel 1944 il sergente di terza classe Newman fu inviato a Barber's Point, nelle Hawaii, e successivamente prestò servizio nel Pacifico meridionale come marconista e mitragliere nelle squadriglie di bombardieri Avenger. Ebbe fortuna. La sua unità fu assegnata alla portaerei Bunker Hill poco prima della battaglia di Okinawa, nella primavera del 1945. Un giorno il pilota del suo aereo ebbe un mal d'orecchi e fu messo a terra, e con lui Newman. Il resto dello squadrone volò verso la Bunker Hill. 

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