L’attaccante del Real ha sempre faticato in nazionale. Domani debutta col Marocco, l’avversario più tosto
Carlo Ancelotti ci crede. Non è che ci spera eh? Ci crede veramente. "Vinicius farà un grande Mondiale" ci ha ripetuto spesso in queste ultime settimane di preparazione al suo debutto in Coppa del Mondo. Oggi pomeriggio al MetLife Stadium in New Jersey il ct del Brasile si siederà accanto alla sua stella più attesa per presentare Brasile-Marocco di domani. La prima partita, che è anche la più tosta del girone. Abbiamo definito il giocatore del Madrid come la stella più attesa dei suoi. E Neymar? direte voi. Beh, O Ney per prima cosa è infortunato, ma soprattutto anche se scalda il cuore del povo brasiliano a 34 anni e con alle spalle lesioni in serie e anni di baccanali che nemmeno Ronaldinho, non può certo essere il trascinatore del Brasile che aspira all’Hexa, la sesta stella. Neymar potrà aiutare, dentro e fuori da campo, ma se c’è uno che ha il fisico e le qualità per portare la Seleçao a realizzare il suo sogno, quello è Vini. Che gioca col 7 e quello si è tenuto, lasciando senza alcun problema la 10 a Neymar.
svincolato
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Questo Mondiale è decisivo nella vita di Vinicius. Quando tornerà a Madrid da José Mourinho, col quale dovrà chiarire certe frasi davvero poco fortunate in materia di razzismo e comportamento pronunciate dall’ex tecnico del Benfica nell’aria bollente del “Caso Prestianni”, Vini entrerà nel suo ultimo anno di contratto con la Casa Blanca. Ha la possibilità di andarsene gratis dal Madrid. Al Bernabeu quest’anno l’hanno fischiato. L’hanno accusato di aver portato al licenziamento di Xabi Alonso per averlo pubblicamente criticato nel Clásico vinto nell’ottobre scorso. Tanti madridisti non lo sopportano. Poi però quegli stessi critici nel corso della stagione si sono resi conto che l’attitudine di Mbappé era ancora peggiore di quella di Vini. E hanno passato i fischi sulle spalle di quello che chiamano “El Dictador”.
come casemiro
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Vediamo chi dei due farà il Mondiale più positivo, ma se la Francia ha una batteria di attaccanti fenomenali, è evidente che nel Brasile Vini può essere largamente il migliore dei suoi. Il problema è che l’attaccante della favela carioca di São Gonçalo in nazionale fatica: fin qui in 49 partite ha fatto 9 gol, gli stessi del pivote difensivo Casemiro. È chiaro che la Canarinha per tornare dal New Jersey col titolo ha bisogno di trovare un tipo che faccia 5, 6, 7 reti. E tutti guardano a Vini. A cominciare da Ancelotti.
decisivo
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Che quando tornò a Madrid nel 2021 trovò un Vinicius abbacchiato, involuto, criticato. L’ha trasformato a modo suo, con affetto, fiducia, stima. E Vini ha dato una mano ad Ancelotti segnando in due finali di Champions. Ora Carlo gli chiede un passo in più, e per farglielo fare l’ha preso per mano, sperando che poi Vini spicchi il volo come fece al Madrid. Lo slogan lanciato dalla federcalcio brasiliana per questo Mondiale è "Io ci credo". Beh, è lo stesso di Ancelotti con Vinicius. Che sulle spalle ha un “junior” vicino al nome, ma che in Brasile sperano diventi grande anche in nazionale.









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