"Varenne è stato un grande campione,
lo abbiamo scelto per avere un'immagine solida nel mondo
dell'ippica ma mai pensavano che arrivasse a tanto, a diventare
un cavallo irripetibile, un mito che non è mai stato
eguagliato". Maurizio Ughi era l'ad di Snai quando la società di
scommesse nel 2000 acquistò il 50% della proprietà del campione
per circa sette miliardi di lire, usandolo come testimonial
dell'ippica italiana.
"Quando lo abbiamo preso aveva già vinto qualcosa, ma era un
po' altalenante nelle prestazioni, mai avrei pensato che sarebbe
diventato un autentico mito dell'ippica. Insieme ad Enzo
Giordano, suo storico proprietario, abbiamo dato un pochino di
forza e di tranquillità a Varenne. Grande merito va dato a
Giampaolo Minnucci, il suo comunicatore, il suo guidatore, che
ha dato a Varenne una voce simpatica. In pochi lo sanno, ma
Varenne era un cavallo pigro. Prima delle corse sbadigliava,
ciondolava. Non era solo muscoli, era la testa che era
fortissima. Era un cavallo nella media come stazza, ma era il
cervello ad essere superiore. Lui era tranquillo, non sudava,
era sereno, non schiumava. Era una vera e propria star: si
metteva in posa per le fotografie, era un attore, un
comunicatore, gli piaceva la folla, l'attenzione, i tifosi, più
gente c'era più si sentiva a suo agio, non come gli altri
cavalli. E' morto senza soffrire. Fino a ieri correva, poi
questa notte ha avuto un arresto cardiaco fulminante, quindi è
andato via quando era ancora in forma".
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