Milan, Loftus-Cheek da esubero a promosso: ecco come ha convinto Amorim

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L'inglese pareva destinato ai saluti, ma nel precampionato è stato l'unico - con Pavlovic - a essere sempre stato impiegato titolare (sulla trequarti). E ora si discute il rinnovo di contratto, in scadenza nel 2027

Nella centrifuga accesa da Amorim, ci sono elementi che indubbiamente non erano attesi. Chi pareva un titolare designato, come Nkunku, è finito nella lista degli epurati. E c'è anche qualcuno che ha fatto il percorso inverso: inserito sin da fine maggio tra gli esuberi, ed emigrato poi orgogliosamente tra i promossi. Loftus-Cheek, oltre a essere omonimo del tecnico nel nome di battesimo, è qualcuno che è riuscito a portare l'allenatore dalla propria parte in poche settimane. Inducendolo a ritenerlo funzionale nel suo progetto molto specifico e mirato. Perché una cosa è ormai chiara a tutti: Amorim non trattiene nessuno "tanto per". Chi alla fine resterà a Milanello è perché viene ritenuto utile a una causa che ha bisogno estremo di calciatori adatti a quel tipo di gioco.

numeri

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Loftus era finito nell'elenco dei sacrificabili un po' per inerzia, in realtà. La scorsa stagione, fin da subito non molto luccicante in termini personali, si era definitivamente guastata a febbraio col brutto infortunio alla mascella che lo aveva costretto all'intervento chirurgico. I suoi numeri relativi all'annata '25-26 parlano di 1.450 minuti (il quattordicesimo in rosa per impiego) spalmati su 32 presenze, di cui la metà da titolare, con 3 gol e un assist. Allegri la scorsa estate aveva spiegato di attendersi molto, in termini di resa offensiva, da lui e Fofana, ma è stato ripagato molto parzialmente. Tra l'altro Loftus ha il contratto in scadenza nel 2027 e quindi pareva abbastanza scontato il suo addio in questa sessione di mercato.

sulla trequarti

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L'impiego che gli ha messo a disposizione Amorim però ha iniziato a raccontare presto un'altra verità. Titolare col Celtic, titolare nel derby, titolare col Chelsea e titolare con lo United: in questi quattro incroci, solo lui e Pavlovic possono dire di essere sempre partiti dal primo minuto. Zona del campo? Trequarti, zolle di centrodestra. Certo, Ruben è stato indubbiamente facilitato dalla situazione fluida in quella zona del campo - Nkunku in uscita, Pulisic out, Leao nel limbo - ma è altrettanto vero che gli è stata d'aiuto la conoscenza del territorio. Amorim infatti non è il primo tecnico rossonero che lo colloca da quelle parti, apparentemente ostiche per uno con la sua struttura fisica. Intendiamoci, non è e non sarà mai un vero trequartista, né è in grado di eseguire le giocate nei mezzi spazi che il tecnico esige dai suoi trequartisti. Ma Ruben, quando sta bene, può dare sostanza alla fase offensiva.

precarietà

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Precisare "quando sta bene" non è un'ovvietà, ma una considerazione inevitabile. La scorsa stagione ha saltato per problemi fisici 6 partite (2 eventi distinti), quella precedente sono state ben 26 (4 eventi), nel '23-24 è arrivato a 8 (2 eventi). Una precarietà fisica che ha ovviamente avuto una notevole ripercussione sulla continuità, suo grande tallone d'Achille. Ora con Amorim si riparte di nuovo e non è una ripartenza qualunque: adesso per forza di cose occorrerà mettersi a tavolino per imbastire il rinnovo contrattuale.

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