Sono 12.317 le imprese italiane che
hanno acquisito la certificazione di parità di genere, con una
forza lavoro complessiva di oltre 2,7 milioni di persone, di cui
il 43,12% è costituito da donne. Lo ha detto Unioncamere nel
corso dell'audizione sullo schema di decreto legislativo in tema
di gender pay gap, svoltasi oggi dinanzi alla Commissione XI
Lavoro della Camera dei Deputati, sottolineando che l'adesione
volontaria ha superato ogni aspettativa, segnando un cambiamento
culturale profondo.
Gli obiettivi del Pnrr, infatti, prevedevano almeno 3.000
imprese certificate entro il 30 giugno 2026, di cui almeno il
60% costituito da PMI, mentre i dati aggiornati indicano che il
traguardo è stato ampiamente superato, confermando la
certificazione della parità di genere come la quarta
certificazione più utilizzata, preceduta solo dai sistemi di
gestione per la qualità, l'ambiente, e la salute e sicurezza sul
lavoro. La certificazione della parità di genere è una misura
del PNRR, di cui è titolare il Dipartimento per le pari
opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri,
realizzata in collaborazione con Unioncamere in qualità di
soggetto attuatore.
"Questo dimostra che la parità di genere è percepita non
solo come un costo, ma come un asset reputazionale e
organizzativo fondamentale per attrarre talenti", ha
sottolineato il vice segretario generale di Unioncamere, Tiziana
Pompei.
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