maledetti
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Compagno di infanzia e di squadra di Carlitos a Buenos Aires, il talentuoso Dario Coronel, El Guacho Cabanas, si perse nel mondo della criminalità e si uccise per evitare il carcere
El Diez era il più bravo: elegante, fantasioso, imprevedibile. El Nueve era il più tenace: non mollava mai, lottava su ogni pallone con la grinta di un mediano, e finché non aveva fatto gol non era contento. El Nueve diventò un campione, girò il mondo e guadagnò una montagna di soldi. El Diez si perse nelle strettoie della vita e, non sapendo come saltarci fuori, si sparò un colpo in testa piuttosto che finire in manette e marcire in una galera. El Nueve si chiamava Carlitos Tevez, e tutti sanno chi è. El Diez si chiamava Dario Coronel, e questa è la sua storia. Erano cresciuti nello stesso quartiere, il Fuerte Apache di Buenos Aires che non è esattamente il luogo più chic della capitale argentina. E giocavano nella stessa squadra: "La 84 de l’All Boys", diventata leggendaria a livello giovanile per il numero di vittorie consecutive conquistate. Erano amici per la pelle, due facce della stessa medaglia.









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