Un altro fallimento: al calcio italiano serve un cambiamento totale

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 Francesco Pio Esposito of Italy shows reacts during the FIFA World Cup 2026 European Qualifiers KO play-offs  match between Bosnia & Herzegovina and Italy at Stadion Bilino Polje on March 31, 2026 in Zenica, Bosnia and Herzegovina. (Photo by Getty Images/Getty Images)

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Gravina prova a resistere ma ha già mancato due Mondiali. L'eccezione non è l'esclusione dallla terza Coppa del Mondo di fila, ma è stata l'Europeo vinto nel 2021 a Wembley

Stefano Agresti

Giornalista

1 aprile 2026 (modifica alle 07:28) - MILANO

E tre. Un altro disastro si è consumato, un altro fallimento si abbatte sul nostro calcio. Quasi non ci crediamo, non ci vogliamo credere, anche se ormai dovremmo essere preparati: era già successo due volte, le ultime due, eppure ci sembra impossibile pensare che non saremo ai Mondiali nemmeno la prossima estate. Dopo la Svezia, dopo la Macedonia del Nord, è la Bosnia a cancellarci dalla competizione che abbiamo sempre sentito nostra, al punto che l’abbiamo vinta in quattro occasioni (più di tutti, a parte il Brasile). Non è così nostra, evidentemente. Non più. Abbiamo attenuanti? No, anche se a Zenica qualche motivo per protestare ce lo hanno dato: non l’espulsione di Bastoni, netta, semmai il mancato cartellino rosso a Muharemovic. Ma suvvia, siamo l’Italia, possiamo aggrapparci a certe piccolezze se davanti abbiamo la nazionale numero 71 del mondo? La partita l’abbiamo buttata noi, l’errore di Bastoni l’ha condizionata, forse l’ha addirittura decisa, però anche in dieci abbiamo avuto le occasioni per segnare. Sprecate. E poi i rigori, il coraggio e il tiraccio di Esposito, la traversa di Cristante. E la disfatta si è compiuta.

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