Due diversi studi spiegano come questa terapia possa rallentare la progressione del cancro, e l'AIFA ha approvato la rimborsabilità del farmaco
Il tumore alla prostata è il più diffuso tra gli uomini in Italia, con oltre 40mila nuove diagnosi ogni anno secondo i dati più recenti del rapporto AIOM-AIRTUM. Nella maggior parte dei casi la sopravvivenza è molto alta (91% a 5 anni dalla diagnosi) ma il cancro può diventare molto più pericoloso quando diventa metastatico e si diffonde ad altri organi: per fronteggiare queste forme più avanzate della malattia diventa fondamentale trovare trattamenti sempre più efficaci ma anche meglio tollerati dai pazienti. In questo contesto arriva una novità importante: l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato la rimborsabilità del darolutamide, un farmaco orale di nuova generazione da utilizzare insieme alla terapia ormonale nei pazienti con tumore della prostata metastatico sensibile agli ormoni.
I benefici del darolutamide: i risultati degli studi
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Come spiegato da Luigi Formisano, membro del Direttivo Nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), il darolutamide “è l’unico inibitore del recettore degli androgeni approvato da Aifa che consente di personalizzare il trattamento, con o senza la chemioterapia, per soddisfare le necessità di ogni paziente e migliorare i risultati clinici”. La decisione si basa anche sui risultati dello studio ARANOTE, pubblicato sul Journal of Clinical Oncology, secondo il quale il trattamento con darolutamide è stato associato a una riduzione del 46% del rischio di progressione radiologica della malattia o di morte. Uno degli aspetti più importanti riguarda anche la tollerabilità del farmaco. “La sua elevata tollerabilità deriva dalla struttura chimica peculiare, in grado di inibire la crescita delle cellule tumorali limitando effetti collaterali che possono impattare sulla vita quotidiana. Nello studio ARANOTE, un numero inferiore di pazienti trattati con darolutamide ha dovuto interrompere il trattamento per eventi avversi rispetto al placebo” ha spiegato Elisa Zanardi, segretaria delle Linee Guida Aiom sul carcinoma della prostata. Secondo i dati emersi dagli studi, il farmaco avrebbe inoltre contribuito a ritardare il peggioramento del dolore e a mantenere più a lungo una buona qualità della vita. Inoltre, un ulteriore studio pubblicato sul New England Journal of Medicine ha inoltre mostrato che la combinazione di darolutamide, terapia ormonale e chemioterapia ha ridotto il rischio di morte del 32,5% rispetto alla sola terapia di deprivazione androgenica associata alla chemioterapia.









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