Tudor al Tottenham: è già finita. Dopo un mese e mezzo risoluzione consensuale

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In sei settimana alla guida degli Spurs il tecnico croato ha vinto una sola partita, il ritorno di Champions con l'Atletico Madrid. Lo spettro della retrocessione

29 marzo - 16:57 - LONDRA

Igor Tudor non è più l’allenatore del Tottenham. Il club ha annunciato la "separazione consensuale con effetto immediato" col tecnico croato, scelto dal 14 febbraio per rimpiazzare Thomas Frank e provare a salvare il Tottenham dall’incubo retrocessione. Tudor chiude con un bilancio di un punto in 5 partite di Premier, con l’aggravante di aver perso 3-0 in casa lo scontro diretto col Nottingham Forest. Il margine sulla retrocessione si è assottigliato a un solo punto. Gli Spurs sognavano di convincere Roberto De Zerbi a dire immediatamente sì, anche con una clausola rescissoria in caso di retrocessione, ma il tecnico che l’11 febbraio ha lasciato il Marsiglia non sembra interessato.

l'annuncio

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"Possiamo confermare un accordo consensuale perché Igor Tudor lasci il club con effetto immediato - ha annunciato il Tottenham -. Anche Tomislav Rogic e Riccardo Ragnacci hanno lasciato i rispettivi ruoli. Ringraziamo Igor e il suo staff per i loro sforzi nelle ultime sei settimane, in cui hanno lavorato senza sosta. Riconosciamo anche il lutto che ha colpito Igor recentemente e mandiamo il nostro supporto a lui e alla sua famiglia in questo momento complicato. Un aggiornamento sul nuovo allenatore verrà preso a tempo debito".

la scelta

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Tudor era arrivato al Tottenham come traghettatore fino a fine stagione, con la speranza che potesse ripetere nel nord di Londra i miracoli fatti con la Lazio 2024 e la Juve 2025. Non ci è riuscito, nonostante fosse arrivato con la stessa determinazione mostrata in Serie A, per i problemi interni di un club che cerca una direzione e che ora teme la retrocessione come un disastro finanziario, prima che sportivo. Tudor ha vinto solo una partita delle 7 della sua gestione, il ritorno degli ottavi di Champions contro l’Atletico Madrid dopo aver compromesso la qualificazione all’andata, ma non è mai riuscito a trasmettere alla squadra quella mentalità d’assedio e di noi contro il mondo che l’aveva portato a far svolare Lazio e Juve. Dopo la sconfitta col Forest, la separazione era ritenuta inevitabile. Tudor però domenica scorsa ha perso il padre e per rispetto ogni decisione è stata rinviata fino a questa separazione consensuale. 

il futuro

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Gli Spurs ricominciano la Premier domenica 12 aprile in casa del Sunderland. Faranno un ultimo tentativo con De Zerbi, l’unico tra i tre candidati principali per la prossima stagione disponibile subito (gli altri sono il ct Usa Maurício Pochettino e il tecnico del Bournemouth Andoni Iraola). Se il no dell’ex allenatore del Brighton a prendere subito in mano il Tottenham rimarrà, gli Spurs dovranno trovare un traghettatore per il resto della stagione, qualcuno che possa trascinare la squadra fuori dall’incubo nelle 7 partite che mancano. Nei giorni scorsi circolava il nome di Sean Dyche, che però ha smentito. Il tempo stringe e il Tottenham non può più permettersi di sbagliare.

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