Dal pugno al successo in Coppa: Deromedis festeggia al fotofinish

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Il campione olimpico vince gara-2 a Gallivare e poi "assolve" il francese Duplessis-Kergomard che ieri lo aveva colpito. Terzo Zorzi

29 marzo - 17:45 - MILANO

Simone Deromedis chiude la stagione con un trionfo. Nella seconda sfida della tappa conclusiva di Gällivare, in Svezia, il campione olimpico centra il terzo successo stagionale in Coppa del Mondo, oltre naturalmente all'oro di Livigno. E all’indomani del pugno e dell'uscita prematura per il contatto con Duplessis-Kergomard, sul podio il trentino ritrova ancora una volta Edoardo Zorzi, terzo nonostante la caduta in finale, per un nuovo doppio podio azzurro, come in apertura di stagione (con lo stesso Zorzi) e come soprattutto a Livigno, quando Federico Tomasoni ha messo le mani sull’argento a cinque cerchi.

FOTOFINISH

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Una vittoria, quella di Deromedis, arrivata al termine di un appassionante duello con il canadese Reece Howden, vincitore della classifica generale, risolta solo al fotofinish con il 25enne trentino capace di spuntarla per un dito della mano destra. Per il trentino di Taio prende così forma l’ottava vittoria in carriera nel circuito, bottino a cui si aggiunge il titolo iridato del 2023 e quello olimpico del mese scorso. Un contatto con il tedesco Himmelsbach nella parte alta del tracciato ha messo invece fuori dai giochi in finale Zorzi: il terzo posto è comunque del bergamasco che chiude così sul podio come nella gara inaugurale dell’inverno in Val Thorens, quando fu secondo alle spalle dello stesso Deromedis.

PACE FATTA

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"È stata una grande sfida con Reece, questa volta l'ho battuto e non potevo finire meglio questo inverno pazzesco - ha commentato Deromedis -.  Mi preme spendere anche due parole per l'incidente in gara 1: il contatto con Youri (Duplessis-Kergomard, ndr) non è stato regolare, ma voglio dire che nulla è stato fatto con intenzione, può capitare. L'uscita di ieri mi ha dato una ulteriore carica per oggi e l'ho dimostrato sul campo". Out in batteria, invece, Federico Tomasoni.

La Gazzetta dello Sport

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