Troppo Fonseca per Berrettini: Matteo si ferma agli ottavi ma resta tra i primi 100

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Troppo potente il brasiliano che vince 6-3 6-2 e ora attende Zverev o Bergs. L'azzurro si consola con il successo su un top 10 (Medvedev) che gli mancava da un anno  

9 aprile - 12:58 - MONTECARLO

Si conclude agli ottavi, come un anno fa, l’avventura di Matteo Berrettini a Montecarlo: a fermarne la corsa il giovane prodigio brasiliano Joao Fonseca, ben più forte (e si sapeva) del suo attuale n.40 in classifica. Finisce 6-3 6-2 in un’ora e 13 minuti: Fonseca è il più giovane giocatore a raggiungere i quarti del torneo dal 2005, quando ci riuscirono Nadal (che poi lo vinse) e Gasquet. Per Matteo comunque una settimana positiva, nella quale è tornato a battere un top ten dopo un anno (Medvedev) e ha scongiurato l’uscita dai primi 100 del mondo. 

LA PARTITA

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Tra i due giocatori c’era un solo precedente targato Coppa Davis 2024 e vinto da Berrettini, ma ovviamente Fonseca è un giocatore ben diverso rispetto al ragazzino imberbe di quel giorno: in particolare, impressiona la capacità di generare velocità straordinarie con il dritto da qualunque posizione del campo, anche in fase difensiva. Nella circostanza, poi, la sua continuità al servizio impressiona: appena 3 punti concessi con la prima. Contro un avversario così strutturato, Matteo deve per forza affidarsi alla sua, di battuta: ci riesce fino al 3-4 del primo set, nonostante una palla break annullata già nel primo game. Il break che decide il primo set arriva paradossalmente quando Berretto serve con palle nuove: Joao piazza un paio di missili di diritto dei suoi, l’azzurro sbaglia uno smash infastidito dal sole e poi completa l’opera con un diritto lungolinea inside-out che termina lungo. D’altronde con una percentuale di prime ben sotto il 50% è difficile contenere l’esuberanza del brasiliano, che ha pure depurato il suo gioco da qualche sciocchezza di gioventù. Il break del n.40 nel terzo game sembra il preludio alla fine, ma nel game successivo con una reazione d’orgoglio strappa finalmente la battuta al rivale che mette largo un diritto e poi viene fulminato da gran passante di diritto. Il sudamericano, però, non ha alcuna intenzione di rimettere in partita Matteo e si procura subito una palla break per tornare davanti: arriva un regalo di Matteo che mette largo un passante di diritto lungolinea tutt’altro che impossibile, il segno della resa definitiva.

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