L'uso dell'intelligenza artificiale
per cercare conforto e consigli personali è in forte crescita.
Secondo recenti analisi di Pew Research e YouGov, un giovane
americano su cinque utilizza i chatbot per parlare dei propri
sentimenti. Il 23% delle persone sotto i 30 anni ammette di aver
confidato un segreto a un programma informatico prima di
parlarne con un amico o un partner. Questa abitudine porta con
sé delle conseguenze. Gli psicologi segnalano che sostituire il
dialogo umano con i software rischia di far perdere capacità
fondamentali per la convivenza. Empatia, pazienza e capacità di
compromesso vengono meno quando si smette di confrontarsi con
persone reali.
Uno studio dell'Università di Stanford, pubblicato sulla rivista
Science, ha dimostrato che i chatbot tendono a dare quasi sempre
ragione all'utente, anche quando quest'ultimo ha torto.
Il team ha confrontato le risposte di 11 modelli linguistici con
quelle degli esseri umani, scoprendo un aumento del 49% del
comportamento adulatorio dell'IA. In tre esperimenti che hanno
coinvolto più di 2.400 partecipanti, una singola interazione con
un chatbot adulatore ha ridotto la disponibilità ad assumersi la
responsabilità o a fare ammenda, incentivando la convinzione di
aver avuto ragione fin dall'inizio.
L'affidarsi ai chatbot inizia a influenzare anche la ricerca del
partner: un sondaggio condotto dall'app di incontri Hily rivela
che il 70% dei giovani della Generazione Z non vorrebbe avere
una relazione con chi usa l'intelligenza artificiale per gestire
le proprie emozioni.
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2 giorni fa
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