Barcellona si è tinta di giallo e
vive una vigilia di festa per la storica partenza del Tour de
France, che domani scatterà par la prima volta dalla città di
Gaudì, e resterà in Catalogna fino al 6 luglio, prima di entrare
in Francia attraverso i Pirenei. Accanto all'entusiasmo cresce
però l'attenzione sul fronte dell'ordine pubblico. I Mossos
d'Esquadra, la polizia catalana, con il supporto della polizia
nazionale e della guardia urbana, hanno predisposto un imponente
dispositivo di sicurezza lungo il percorso e nei punti più
sensibili, con controlli rafforzati, limitazioni alla
circolazione e un centro di coordinamento con gli organizzatori.
Le autorità monitorizzano le iniziative delle principali
organizzazioni dell'indipendentismo catalano, fra cui
l'Assemblea Nacional Catalana (Anc) e Omnium Cultural,
affiancate da associazioni come l'Associacio de Municipis per la
Independencia (Ami), che hanno annunciato mobilitazioni
simboliche lungo le tappe catalane. Ed è ancora vivo il ricordo
delle mobilitazioni pro-Palestina durante la Vuelta de Espana
2025, con blocchi stradali e intrusioni sul percorso di
attivisti, che avevano preso di mira soprattutto il team
Israel-Premier Tech e in alcuni casi hanno portato
all'annullamento delle tappe. Tuttavia, in questa occasione, le
autorità insistono sul carattere pacifico delle mobilitazioni
annunciate.
Per la città, che nel 1992 accolse i Giochi Olimpici, il
Grand Depart rappresenta un nuovo momento di proiezione
internazionale, dopo la visita a giugno del Papa Leone XIV per
l'inaugurazione della Torre di Gesù della Sagrada Familia. E' la
terza partenza del Tour dalla Spagna, dopo San Sebastian nel
1992 e Bilbao nel 2023.
Ieri sera, oltre 50.000 persone hanno assistito alla
presentazione delle 23 squadre, trasformata in un grande evento
urbano che ha unito sport, arte e identità catalana.
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