Tornano le Strade Bianche, re Pogacar di nuovo sugli sterrati

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Colle Pinzuto è una festa. È stata una festa ieri, negli occhi vispi e gioiosi di Tadej Pogacar mentre ufficializzava l'intitolazione a suo nome del penultimo, durissimo settore di sterrato della Strade Bianche: ai piedi della salita ha svelato un cippo a fianco di Fabian Cancellara - unico oltre a lui a cui è spettato questo onore riservato a chi vince per tre volte la corsa.
    Sarà una festa domani, di popolo e di ciclismo. Sullo stradellino di Colle Pinzuto si raduna, ogni anno, una moltitudine variegata di appassionati che arrivano da tutto il mondo per godersi sotto il cielo delle colline senesi, tra scambi di vino e di salumi, il passaggio dei loro impolverati beniamini. Qui si decide, a maggior ragione da quando il percorso prevede un doppio passaggio, quello che ormai, anche senza lo status di 'Monumento', è a tutti gli effetti il primo grande appuntamento del calendario delle due ruote.
    Così è stato lo scorso anno: al primo giro, il campionissimo sloveno inseguiva Tom Pidcock con la spalla sinistra sanguinante, a seguito di una caduta in discesa; al secondo passaggio, quando già lo aveva recuperato, apriva il gas e volava via nel giro di due tornanti, mentre sul volto dell'inglese si apriva un sorriso dal retrogusto amaro, di sconfitta. La presenza costante di un fuoriclasse come Pogacar, tre vittorie su tre partecipazioni negli ultimi quattro anni, ha innalzato lo status della corsa, ma allo stesso tempo la ha cannibalizzata. Anche per domani è il favorito assoluto, all'esordio stagionale ma già in forma smagliante nella ricognizione della gara.
    La 'Classica del nord più a sud d'Europa' è ormai roba sua, e sembrano poche le possibilità di veder arrivare qualcun altro a braccia alzate sul traguardo di Piazza del Campo, a Siena. A contendere il trono allo sloveno c'è lo sconfitto dello scorso anno Pidcock, vincitore nel 2023 in sua assenza, e c'è il sempre sfortunato belga Wout Van Aert, che nel maggio 2025 riscattò la sua stagione proprio a Siena, nella tappa degli sterrati del Giro d'Italia. Ma la curiosità è rivolta soprattutto alle due giovani, potenziali mine vaganti. Isaac del Toro arrivò secondo dietro a Van Aert nella tappa della scorsa Corsa Rosa, attaccando e diventando leader, ma il messicano della Uae domani, a meno di casi eccezionali, correrà in supporto al capitano Pogacar.
    Discorso diverso per l'astro nascente del ciclismo mondiale, il 19enne Paul Seixas. Il gioiellino francese della Decathlon ha vinto sabato scorso la Ardeche Classic, staccando con una facilità impressionante corridori di livello come Matteo Jorgenson e Jan Christen. In patria è già considerato il prescelto per vincere un Tour de France che manca ai transalpini dal 1985, qualcuno già lo chiama 'il Messia'. Alla sua seconda stagione da professionista nonostante la giovanissima età, non gli vogliono far bruciare le tappe e sarà alla sua prima partecipazione in una corsa di questo livello. Ma a Seixas il carattere non manca, e la presenza in gara del suo punto di riferimento Pogacar sarà senz'altro uno stimolo in più.
    Parterre de roi, poi, nella corsa femminile, dove a contendere il successo alla campionessa in carica Demi Vollering, ci saranno quasi tutte: dalla belga Lotte Kopecky alla vincitrice del Tour Pauline Ferrand-Prévot, da Marianne Vos a Puck Pieterse. Speranze italiane affidate a Elisa Longo Borghini, che l'anno scorso incappò in una giornata no e che domani avrà voglia di riscatto.
   

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