I Carabinieri individuano il responsabile delle frasi vergognose contro il presidente granata Cairo. Inchiodato dai video
20 marzo - 00:00 - ALESSANDRIA
C’è un uomo di settantadue anni dietro le scritte vergognose e infamanti contro il presidente del Toro, Urbano Cairo, apparse il 6 marzo nei comuni di Masio e Quattordio, nell’Alessandrino, le località di origine dei suoi genitori. Ieri i Carabinieri del comando della compagnia di Alessandria hanno presentato, nel dettaglio, i risultati di un’indagine svolta in tempi velocissimi e partita dalla querela presentata dal sindaco di Masio, Giovanni Airaudo. Il settantaduenne vive in un comune del Torinese, è stato incastrato dai video che lo ritraggono mentre realizza due scritte, "sicuramente attribuibili a lui": i Carabinieri lo hanno denunciato in stato di libertà e dovrà rispondere dei reati di deturpamento e diffamazione aggravata. Ieri i Carabinieri hanno proposto al Questore di Alessandria anche il provvedimento del Daspo, erogato per due anni.
una seconda persona
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Oltre ai video, i Carabinieri hanno ricostruito i percorsi autostradali compiuti dall’uomo nel tragitto da Torino a Masio. Durante una perquisizione nella sua abitazione torinese hanno trovato capi di abbigliamento ritenuti quelli usati dall’uomo nella notte del raid vandalico, e numerosi striscioni pronti per l’affissione. "Il cerchio si è chiuso grazie alla perquisizione domiciliare - racconta il maggiore Carlo Alberto Evangelista -: quando si è visto arrivare i carabinieri in casa, l’uomo ha prima tentato di negare, poi si è contraddetto più volte, infine ha detto che effettivamente era andato lì per porre degli adesivi...". Quest’uomo ha fatto tutto da solo? "Probabilmente potrebbe essere stato anche accompagnato da una seconda persona. Su questo aspetto ci sono degli approfondimenti in corso. Ma di certo è stato lui l’unico autore, ha ragionato e ha operato in modalità autonoma - conclude il maggiore Evangelista -. Non si tratta di un soggetto legato al tifo organizzato, ma è un tifoso granata. In questa storia ci sentiamo di escludere il coinvolgimento del tifo organizzato".








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