Con una commemorazione al cimitero
monumentale, davanti al monumento dedicato alle vittime delle
foibe e dell'esodo, Torino ha celebrato oggi il Giorno del
Ricordo, alla presenza delle autorità e delle associazioni. Del
"più grande dramma dell'Italia del '900, un vero e proprio
genocidio" ha parlato il presidente del Consiglio regionale,
Davide Nicco, sottolineando che "anche il periodo successivo,
quello dell'esodo, non fu meno drammatico per le famiglie di
quelle regioni che dovettero abbandonare tutto e non sempre
furono accolte come avrebbero meritato. E per questo l'Italia ha
un debito morale con loro".
"Poi - ha aggiunto - queste famiglie, grazie alla loro
serietà, al loro impegno, al loro rispetto delle regole, seppero
nel tempo conquistare la fiducia di tutti gli italiani e di
tutti i territori in cui si insediarono. Infine il periodo della
nebbia, dell'oscurità, del negazionismo, in cui il dramma di
queste famiglie fu per troppo tempo, anche per ciniche
motivazioni politiche, nascosto e non invece celebrato come
degnamente viene fatto adesso, come un momento che deve unire
tutte le forze politiche e democratiche".
Anche l'assessore comunale Paolo Chiavarino ha ricordato "la
tragedia che ha caratterizzato queste persone che hanno poi
contribuito alla ricostruzione della nostra città. Noi siamo
loro debitori - ha detto -, per la sofferenza che hanno subito,
per l'insegnamento che ci hanno dato, per la resilienza e il
rilancio che hanno saputo operare".
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12 ore fa
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