Il club, scomparso un anno fa, può ripartire con il settore giovanile anche grazie alla cessione del centrocampista al Tottenham
L’affare Tonali fa rispuntare anche lo storico Brescia Calcio. E il destino del club lombardo potrebbe dipendere da un giocatore ceduto quasi sei anni fa. La cessione del centrocampista al Tottenham per 115 milioni di euro, bonus compresi, ha infatti coinciso con la decisione della società di proprietà di Massimo Cellino a riattivare la matricola “7810”, guardando però per ora soprattutto alla rinascita del settore giovanile. Il club aveva di fatto chiuso i battenti un anno fa, dopo la mancata iscrizione in Serie C per presunte irregolarità sui contributi Irpef e Inps, ma ora potrebbe clamorosamente ritornare in attività anche grazie ad una fetta dell’operazione che ha portato Tonali agli Spurs.
Le cifre
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Il contributo di solidarietà della Fifa, infatti, prevede che il 5% della cifra legata al trasferimento di un calciatore venga distribuito tra i club che lo hanno formato, in base agli anni in cui è rimasto in squadra: la permanenza di Tonali al Brescia tra i 12 e i 20 anni garantirà alla società circa 3,5 milioni di euro grazie al passaggio dell’ex Milan al Tottenham (che potrebbe salire fino a 3,8 milioni se scattassero tutti i bonus). Cifra rilevante, che ha spinto il club a riattivare la propria matricola per incassare il contributo e quindi rinascere, con la speranza di poter evitare il fallimento. “La vendita del giocatore italiano potrebbe portare nelle casse sociali le somme necessarie a risanare i debiti e ripartire per una nuova avventura calcistica”, ha spiegato nei giorni scorsi in una nota lo studio Tonucci & Partners che assiste il Brescia Calcio, collegando appunto la riattivazione all'operazione di mercato.
il futuro
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Cellino sostiene di “non aver riattivato la matricola per questo” e che “il tempo darà le risposte”, ma appunto le tempistiche sembrano suggerire che l'occasione era troppo ghiotta per non sfruttarla. Il prossimo 13 luglio, infatti, andranno in scena due udienze decisive per il futuro del calcio a Brescia: da un lato in Tribunale si deciderà se il Brescia Calcio di Cellino sarà dichiarato definitivamente fallito, dall’altro l’Union Brescia (di fatto l’ex Feralpi Salò, “spostata” a Brescia dal patron Giovanni Pasini) saprà se otterrà lo storico stemma del club. Due partite, ovviamente, collegate tra loro, perché se Cellino dovesse riuscire ad evitare il fallimento allora lo scontro potrebbe salire di temperatura. Servono, secondo indiscrezioni, circa 6,5 milioni di euro per ripagare i debiti e convincere il Tribunale: circa la metà quindi arriverà da Tonali. Per ora non ci sono ancora discorsi per far ripartire la squadra, che avrebbe comunque tempo fino al 28 luglio per iscriversi alla Terza categoria: per ora l’ipotesi principale sembra invece riguardare solo la rinascita del settore giovanile. Ma i prossimi giorni saranno decisivi per capire quali potranno essere gli sviluppi.










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