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L'ex sprinter azzurro spiega la rinascita di Marcell: "A Parigi, una prova solida del campione olimpico di Tokyo che ora punta al terzo oro europeo consecutivo. Come solo Borzov e Christie sono riusciti..."
Stefano Tilli
29 giugno - 09:12 - MILANO
Soltanto note positive per Marcell Jacobs. Non si può più dire che il campione olimpico di Tokyo stia tornando: quel campione olimpico è tornato. Ieri, nei 100 della tappa di Diamond League di Parigi, ha dato grande dimostrazione di solidità, piazzandosi terzo al cospetto dell’élite dello sprint mondiale, ori a cinque cerchi come Lyles e De Grasse compresi e finendo a 4/100 di secondo proprio da Noah, campione di tutto. Ciò dimostra che il recupero è pienamente riuscito, definitivo. Anzi: lo statunitense, rispetto alla sua ultima uscita sulla distanza, avvenuta al Golden Gala e nella quale aveva corso in 9”88, è peggiorato di 4/100, mentre Marcell, che a Roma aveva preso un metro, stavolta gli è arrivato agli stessi 4/100, migliorando il proprio stagionale. La gara dell’azzurro allo stadio Charlety non ha avuto sussulti o “buchi” come all’Olimpico, quando nella parte centrale aveva subito un calo di efficienza. Qui non ci sono stati attimi di pausa. Si è mosso bene al via, nonostante un tempo di reazione di 161/1000 che, per i suoi standard, può essere sicuramente migliorato. Però è stato al pari proprio di Lyles. I due, infatti, sono transitati ai 60 metri appaiati, in 6”46.










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