Dopo i trofei con l’Inter, Marcus cerca spazio nel super attacco di Deschamps. Per ripetere l’impresa di Lilian nel ‘98
Marcus Thuram sorride. Nonostante gli oltre trentadue gradi che alle 15 di ieri pomeriggio rendevano difficile anche respirare alla Bentley University. Maglietta con le maniche tagliate e capelli tagliati da poco, l’attaccante dell’Inter ha svolto con la Francia il primo allenamento nel college americano scelto dai Bleus. Martedì la formazione di Deschamps esordirà nel torneo contro il Senegal al New York New Jersey Stadium, dove spera di tornare per la finale del 19 luglio, e quasi certamente Marcus non sarà titolare. In questa Francia di fenomeni, che mercoledì pomeriggio è stata accolta nell’hotel anche dalla sindaca di Boston Michelle Wu (immancabile la foto con Mbappé), il figlio di Lilian non è un titolare, ma un elemento chiave per cambiare la partita in corso. I suoi numeri con la nazionale non sono entusiasmanti visto che è fermo a tre gol segnati in trentaquattro presenze e dal novembre 2023 ha esultato una sola volta, nell’amichevole di fine marzo contro la Colombia. Eppure per gli equilibri tattici Thuram è importante. Lo ha fatto vedere nell’amichevole di lunedì contro l’Irlanda del Nord quando, partendo da sinistra, ha creato non pochi problemi agli avversari. Deve adattarsi al ruolo che ricopriva prima di arrivare all’Inter, quello di attaccante esterno, ma era preparato perché sa che il centravanti è capitan Mbappé. Nel 4-3-3 o nel 4-2-3-1 di Deschamps non c’è spazio per la seconda punta, per fare quello che fa nell’Inter con Lautaro, e allora Marcus si sacrifica e... sorride. Perché ha una missione: vendicare la sconfitta contro l’Argentina della finale del Mondiale 2022 e permettere alla famiglia Thuram di essere la prima nella quale padre e figlio hanno vinto da giocatori il trofeo di campioni del mondo.
sicurezza e lavoro
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Il ritiro della Francia ieri era blindato: zero spettatori in tribuna, giornalisti controllati con il metal detector, borse passate sotto lo scanner, mentre il cane anti-esplosivo svolgeva il suo lavoro vicino alle macchine parcheggiate nella zona. Il campo è protetto da teloni e schermato dagli altri dove solitamente si allenano i Bentley Falcons di football americano. I tifosi (molti meno rispetto a mercoledì in hotel) sono rimasti fuori dai cancelli e hanno visto solo passare il pullman dei loro beniamini. Thuram ha osservato divertito i cronisti a bordo campo e non è transitato in mixed zone dove hanno parlato Samba e Lacroix. Lui aspetta di sfruttare la sua opportunità, quando l’avrà. Ha conquistato quattro trofei con l’Inter, ma gli manca una grande vittoria a livello internazionale. Ha perso, come detto, la finale del Mondiale 2022 e poi in nerazzurro ha patito la grande delusione della finale di Champions dello scorso anno contro il Psg. In questa calda estate americana spera di festeggiare con gli occhiali indossati per le feste tricolori con l’Inter, gli stessi che portava nei giorni dei grandi trionfi Kobe Bryant. La storia lo attende e, dopo aver fallito il primo assalto quattro anni fa, stavolta l’attaccante nato a Parma non vuole sbagliare.
nel nome del padre
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Marcus aveva sperato di condividere questa esperienza negli States con il fratello Khephren che invece non è stato convocato da Deschamps. Tra i 26 scelti dal ct all’ultimo... ballo con i Bleus c’è solo il figlio più grande di Lilian, che il Mondiale lo ha conquistato nel 1998 battendo in finale il Brasile di Ronaldo grazie a una doppietta in finale di Zidane. Quella dei Thuram è una delle poche famiglie... Mondiali nella storia del calcio. Tradotto, è una di quelle famiglie nelle quali padre e figlio hanno giocato entrambi almeno un Mondiale. Nel ristretto circolo entreranno adesso a far parte gli Haaland (Alf-Inge è stato con la Norvegia nel Mondiale del 1994, Erling è alla “prima”), i Simeone (Diego presente con l’Argentina nel 1994, 1998 e 2002; Simeone in questa edizione 2026) e i Paz (Pablo ha partecipato nel 1998 con l’Argentina, Nico è pronto). Ne fanno invece già parte, tanto per fare qualche esempio, gli statunitensi Reyna (Claudio e Giovanni), gli olandesi Blind (Danny e Daley), i danesi Schmeichel (Peter e Kasper), gli spagnoli Alonso (Miguel Angel e Xabi) oltre naturalmente ai Maldini (Cesare e Paolo, addirittura insieme nel 1998 rispettivamente come ct e giocatore). I Thuram sperano di essere i primi ad alzare entrambi una coppa. Il cammino da fare è tanto, ma l’obiettivo è arrivare alla finale. Se di fronte ci sarà, come il 18 dicembre 2022, Lautaro Martinez, i due componenti della Thula saranno avversari per una notte. Poi torneranno a essere “fratelli” a Milano, ma, spera Marcus, entrambi con un trofeo di campioni del mondo in bacheca.









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