Sul podio è tornato l'inno russo. Ma il nuoto dice no

5 ore fa 3
  Russian athlete's hold a flag during the Closing Ceremony of the Turin 2006 Winter Olympic Games on February 26, 2006 at the Olympic Stadium in Turin, Italy.  (Photo by Clive Rose/Getty Images)

Lo scorso 13 aprile la federazione internazionale ha stabilito la riammissione definitiva ai propri eventi, con effetto immediato, degli atleti russi e bielorussi. Ma l'European Aquatics ha preso le distanze, chiedendo che la norma entri in vigore a Europei conclusi, su spinta di diversi Paesi nordici pronti in caso contrario a boicottare le gare 

Francesco Caligaris

Collaboratore

7 maggio - 19:32 - MILANO

Le note dell’inno russo sono tornate a risuonare nello sport mondiale. A una settimana esatta dal Giorno della Vittoria, che si celebra il 9 maggio di ogni anno per ricordare la resa della Germania nazista durante la Seconda guerra mondiale, sabato 2 maggio Kira Cherezova e Valentina Gerasimova si sono imposte nella finale del duo libero nella tappa della Coppa del Mondo di nuoto artistico disputata a Xi’an (Cina). E sul podio, insieme alle connazionali Kristina Chekhanova e Anastasiia Sidorina e alle giapponesi Moe Higa e Tomoka Sato, hanno potuto ascoltare per la prima volta dopo oltre quattro anni il brano scritto nel 2000 da Sergej Michalkov. Non accadeva infatti dal 30 gennaio 2022, quando a Innsbruck (Austria) Sergei Bukuev, Nikita Proshin e Vsevolod Yatov conquistarono la medaglia d’oro nella team sprint dei Mondiali giovanili di pattinaggio di velocità. Di lì a pochi giorni sarebbero cominciate le Olimpiadi invernali di Pechino, con la Russia denominata Roc (in inglese Russian olympic committee) a causa dello scandalo del doping di Stato, e il 24 febbraio 2022 ebbe inizio l’invasione dell’Ucraina in corso tutt’ora. A Xi’an, in totale, la Russia ha vinto tre ori, tre argenti e due bronzi.

Abbonati, puoi disdire quando vuoi.

Leggi l’intero articolo