Il Cio riapre ad atleti e Nazionali della Bielorussia, ma conferma le sanzioni contro Mosca

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L’Esecutivo non cambia idea sulla Russia, che si indigna. L’atletica anche quelle contro Minsk. Niente corsa campestre e ciclocross ai Giochi invernali. Malagò e Ferriani nella commissione “Olympic Games Delivery”

Andrea Buongiovanni

Giornalista

8 maggio - 00:44 - MILANO

L’Esecutivo del Cio, riunito a Losanna, ha revocato lo stop agli atleti e alle Nazionali bielorusse dall’attività internazionale in essere da fine febbraio 2022, cioè dall’inizio dell’invasione all’Ucraina (se non in forma neutrale). Tra le motivazioni della decisione, “il diritto fondamentale degli atleti ad accedere allo sport e a competere liberi da interferenze politiche o pressioni governative”, confermato dall'Esecutivo stesso nel settembre scorso e riaffermato al Vertice Olimpico in dicembre. Non cambia, però, la situazione relativa alla Russia e al suo Comitato Olimpico. “Sebbene il Roc abbia avuto scambi costruttivi col Cio in merito alla sua sospensione, rimane sospeso in attesa che la Commissione Affari Legali del Cio continui a esaminare la questione” è stato spiegato. L’Esecutivo ha inoltre “preso atto con preoccupazione delle recenti informazioni che hanno indotto la Wada ad avviare un'indagine sul sistema antidoping russo”. Il riferimento è alle ulteriori, recenti rivelazioni giornalistiche, circa pratiche dopanti che a Mosca sarebbero tuttora in essere.

russia delusa

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“Siamo delusi - ha detto il Ministro dello Sport russo e Presidente del Roc, Mikhail Degtyarev - ma continueremo a lavorare per il pieno reintegro dei nostri atleti. Ci aspettavamo che la Commissione Cio fosse in grado di raggiungere un verdetto sul nostro caso, senza ulteriori rinvii. Da tempo abbiamo fornito una serie completa di documenti che dimostrano l'eliminazione di tutti i motivi legali per un ulteriore divieto. Attendiamo un riscontro e poi decideremo i passi successivi”. Resta che è poi responsabilità delle singole federazioni internazionali definire se riammettere sulla scena internazionale gli atleti russi e bielorussi. World Athletics, per esempio, ieri ha confermato le sanzioni, in attesa di “tangibili movimenti verso negoziati di pace. Ci auguriamo avvengano presto, ma sino ad allora non modificheremo le nostre decisioni”.

niente cross

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L’Esecutivo nel mentre, come spiegato dalla presidente Kirsty Coventry nel corso di una conferenza stampa a conclusione dei lavori, con l’obiettivo di non ingigantire ulteriormente i propri programmi, ha stabilito che nessuna disciplina che non abbia a che vedere con neve o ghiaccio entrerà nel panorama dei Giochi invernali. Significa che, nonostante i tentativi e le attese, la corsa campestre (atletica) e il cross (ciclismo), non saranno inseriti nel calendario dell’edizione delle Alpi Francesi 2030. È probabile, anzi, che i Giochi estivi di Brisbane 2032 subiscano pesanti tagli, passando dai 32 sport previsti a Los Angeles 2028, a 26. Se ne saprà di più col prossimo Esecutivo, in giugno. Intanto l’assegnazione dei Giochi Giovanili 2030, attesa proprio per giugno, è stata sospesa in attesa di capire quale deve essere l’indirizzo preciso di tale rassegna. Saranno invece Tokyo (Giappone), Shanghai (Cina), Montreal (Canada) e Orlando (Stati Uniti) a ospitare nel 2028 le qualificazioni per l’Olimpiade di Los Angeles di basket 3x3, beach volley, Bmx freestyle, arrampicata sportiva, flag football e skateboarding.

Malagò e Ferriani

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In generale, quelle per i Giochi californiani cominceranno quest’estate al pari di quelle per i Giochi giovanili invernali di Dolomiti Valtellina 2028. In chiave italiana, da notare anche l’inserimento di Giovanni Malagò e di Ivo Ferriani (che diventerà membro onorario Cio) tra i membri del nuovo gruppo di lavoro “Olympic Games Delivery” guidato dal francese Tony Estanguet, gruppo che punta a “massimizzare il valore complessivo dei Giochi per gli atleti, gli stakeholder, i comitati organizzatori e il Cio stesso”.

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