Subaru Uncharted, la prova del nuovo Suv elettrico avventuriero

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Valerio Boni

4 luglio 2026 (modifica alle 08:58) - MILANO

Uncharted è il secondo modello elettrico di Subaru. È una crossover compatta nata dall’alleanza tecnica con Toyota, ma sviluppata con una propria identità. Condivisa la base con la C-HR+, cambiano impostazione, altezza da terra, tarature e capacità di muoversi anche lontano dall’asfalto perfetto. Disponibile a trazione anteriore o integrale, con potenze da 167 a 343 Cv, promette fino a 592 km di autonomia e prezzi da 39.900 euro

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Nata dall'alleanza

L’arrivo della Subaru Uncharted segna un passaggio importante nella storia recente del marchio giapponese. Non perché sia la prima elettrica della casa giapponese, ruolo già ricoperto dalla Solterra, ma perché rappresenta il tentativo più concreto di portare la mobilità a batteria in una zona più vicina al cuore del mercato. Quella delle crossover compatte, utilizzabili tutti i giorni, abbastanza efficienti per non spaventare chi guarda all’autonomia, ma anche sufficientemente caratterizzate per non sembrare semplicemente “un’altra elettrica”. Il tema più delicato, inevitabilmente, è quello dell’alleanza con Toyota. Uncharted nasce su una base tecnica condivisa con la Toyota C-HR+, e questo significa piattaforma comune, componenti elettrici comuni, logiche industriali comuni. Sarebbe però riduttivo archiviarla come una Toyota con il marchio Subaru, perché si tratta di un'alleanza strutturata e articolata. Il progetto è ben definito: Toyota mette a disposizione la struttura Tnga/e-Global Platform, gli e-Axle, la batteria e il know-how sull’elettrificazione; Subaru interviene dove può ancora fare la differenza, cioè nella gestione della trazione integrale, nel controllo degli assi elettrici, nella taratura dell’assetto, nella sicurezza e nella qualità di guida. È un modo pragmatico di affrontare l’elettrico. Subaru non ha i volumi dei grandi gruppi generalisti, quindi non può permettersi di sviluppare ogni componente in totale autonomia. Ma non vuole nemmeno rinunciare a ciò che l’ha resa riconoscibile, vale a dire la sensazione di controllo, la capacità di cavarsela quando il fondo peggiora, il rapporto fra auto e conducente. Elementi che sono sempre stati collegati a due soluzioni collaudate, trazione integrale e motore boxer. Mancando il secondo pilastro, Uncharted nasce con l’esigenza di condividere, ma anche di differenziarsi. La differenza più evidente rispetto alla C-HR+ è l’impostazione. La Toyota punta su una lettura più stradale e più urbana del crossover elettrico, con 185 mm di altezza da terra. La Subaru sale a 210 mm, introduce sulle versioni integrali X-Mode, Grip Control e Hill Descent Control, e cerca un’immagine più vicina al mondo outdoor. Non è una fuoristrada, e non vuole esserlo. Ma vuole trasmettere l’idea di un’elettrica meno vincolata all’asfalto perfetto, capace di affrontare una strada bianca, una salita innevata, un accesso a una baita o un tratto sconnesso con più credibilità di molte concorrenti. La gamma è costruita su tre configurazioni tecniche: due a trazione anteriore, con 167 e 224 Cv, e una a trazione integrale da 343 Cv. Gli allestimenti commerciali sono quattro: 2E-Xcite, 2E-Xcite+, 4E-Xperience e 4E-Xperience+. I prezzi partono da 39.900 euro e arrivano a 48.900 euro, con promozioni di lancio che riducono sensibilmente la soglia d’accesso.

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