Su Sportweek: Pogacar il marziano di Lubiana, la battaglia di Amadio e due chiacchiere con... Lewandowski

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Su Sportweek in edicola sabato l'ennesima impresa alle Strade Bianche del nuovo Cannibale, mentre il neo ct azzurro di ciclismo racconta per la prima volta sulla sua lotta contro il cancro alla prostata. E ancora, un'altra intervista esclusiva, stavolta alla stella del Barcellona: il suo rapporto con Yamal e tutti i segreti per una carriera vincente...

Andrea Barilaro

13 marzo 2026 (modifica alle 13:12) - MILANO

All’anagrafe sarebbe Tadej Pogacar, però chiamatelo come volete. Il nuovo Cannibale, scomodando sua Maestà Eddy Merckx. Lo Spietato. Oppure Marziano, però non diteglielo… “Mi fa ridere come soprannome. Sono nato vicino a Lubiana, mica su Marte. Nel ciclismo non esistono superpoteri”. Vero, ma allora come si spiega la folla (mai vista) che l’ha accompagnato nell’impresa (l’ennesima) alla Strade Bianche? Ci abbiamo provato noi: passione Pogacar. È sua la cover di Sportweek, in edicola sabato con la Gazzetta dello Sport a un prezzo complessivo di 2,50 euro.

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Arrivando per primo a Piazza del Campo (successo numero quattro in carriera), Tadej Pogacar ha stabilito l’ennesimo record in due anni da dominatore. E sì, ormai servono i cordoni di sicurezza per tenerlo al riparo dall’affetto dei tifosi. Il tutto aspettando la Milano-Sanremo, in cui si rinnoverà la sfida con Van der Poel, vincitore lo scorso anno dopo uno splendido arrivo in volata con Pogacar e il nostro Pippo Ganna. Intanto Roberto Amadio, nuovo ct dell’Italia di ciclismo, ha svelato per la prima volta la sua lotta contro il cancro alla prostata: “È come una corsa a tappe - ha raccontato in esclusiva a Sportweek -: giorni buoni e altri meno, ma con l’obiettivo finale della guarigione”. Al contempo lavora per riportare la maglia iridata che manca dal 2008: “Ho buone indicazioni, ma non bisogna pensarci solo all’ultimo mese”, ha raccontato.

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A proposito di interviste esclusive, sul prossimo numero di Sportweek spicca anche la chiacchierata con Robert Lewandowski, 37 anni e tuttora una delle stelle più luminose del Barcellona: “Che è una squadra di giovani che possono decidere le gare in ogni momento. Io spiego loro che per restare al top per tanti anni devi pensare non solo a divertirti, ma a vincere e… continuare a farlo”. E su Lamine Yamal dice: “Parlo tanto con lui, giocarci insieme mi piace perché vede il calcio in maniera diversa”. Dalla Catalogna a… Roma, sponda giallorossa: la squadra di Rocco Papaleo, “anche se prima tifavo per l’Inter”. E come è finito a tenere per la Maggica? “Il rigore di Totti a Euro2000 mi fece avvicinare di nuovo al tifo e ai giallorossi”. E mentre Furio Zara, nel suo giallo, ci racconta la storia di Rachid Mekhloufi, il disertore diventato eroe, l’ex romanista Max Tonetto disegna la sua formazione dei sogni: da Pagliuca a Costacurta, da Pizarro a… Signori. Su Sportweek la squadra al completo.

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Siamo stati in Kenya, là dove correre significa vivere. Il nostro reportage racconta la corsa come riscatto civile, progresso ed emancipazione femminile. Gabriele Rosa, il mago della maratona, 35 anni fa ha portato proprio in Africa non solo un metodo di allenamento, ma anche una vera e propria speranza. E il raccolto ha prodotto frutti d’oro. L’apertura style è dedicata a Claudio Santamaria, attore italiano che, dal 19 aprile, sarà al cinema come protagonista in Idoli-Fino all’ultima corsa: “Durante le riprese ho incontrato Valentino Rossi sulla grid. Lui è sempre stato un po’ attore”. E sulla pellicola al cinema: “Girare sul circuito che porta il nome di Marco Simoncelli mi ha fatto un effetto particolare. Dedico a lui questo film”. Spazio quindi al servizio moda, le fashion news, i nostri consigli e l’icon, dedicata alla Classica di ciclismo più antica del mondo: la Milano-Torino, che partirà da Rho mercoledì 18 aprile. Tutto questo e molto altro su Sportweek.

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