In settimana l'entourage e la famiglia del serbo riprenderanno i contatti per il prolungamento dell'accordo: il nodo principale è legato alle somme da riconoscere a calciatore e agenti
Siamo sulla buona strada, ma l'accordo non è ancora stato trovato. Nella settimana che porta alla Pasqua, Dusan Vlahovic e la Juventus torneranno ad incontrarsi per continuare a trattare i dettagli di un rinnovo del contratto che fino a pochi mesi fa sembrava prospettiva irrealistica e che, invece, adesso è una possibilità concreta. Restano, però, ancora alcuni aspetti da concordare.
juve-vlahovic, i dettagli del rinnovo
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Oggi è scaduta l'inibizione rimediata dall'ad Damien Comolli in seguito a Inter-Juve, che, fino a questo momento, gli aveva ufficialmente impedito di rappresentare il club in attività quali trattative di mercato, rinnovi contrattuali e riunioni con agenti. In settimana, dunque, si potrà procedere a un nuovo summit con l'entourage e la famiglia di Vlahovic, con il quale, dopo il gelo della gestione "giuntoliana", i rapporti sono tornati sereni. Merito dell'inserimento, al tavolo della trattativa, del signor Milos, padre di Dusan, regista del cambio di rotta dell'ultimo periodo. Gli exit poll in attesa dell'incontro decisivo parlano di un compromesso raggiungibile tra la Juve e l'attaccante serbo per un prolungamento a breve termine (uno-due anni) a fronte di uno stipendio da 6-7 milioni a stagione. Questo perché i bianconeri hanno fissato il loro tetto ingaggi alla "quota Yildiz", ovvero 6 milioni più uno di bonus dopo il recente rinnovo. Per Vlahovic si tratterebbe di un taglio di circa il 50% rispetto all'attuale stipendio da 12 milioni, frutto di una "scelta sportiva".
l'effetto spalletti
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Il numero nove della Juve, infatti, è stato letteralmente contagiato dall'effetto-Spalletti. Il tecnico bianconero fin dal subentro a Tudor a fine ottobre scorso, lo ha messo al centro del suo progetto tecnico e l'attaccante si è convinto che, con il gioco offensivo proposto dall'ex ct, possa tornare quel bomber che si è visto, per adesso, soltanto tra il 2020 e il 2021 a Firenze. Non va sottovalutato, inoltre, che Vlahovic è reduce da un lungo infortunio, quindi ripartire da una squadra e un ambiente che già conosce, piuttosto che cercare fortuna altrove, per lui sarebbe più semplice. Così è nata la scelta di dare priorità assoluta alla Juventus, lasciando in stand-by gli interessamenti di Milan, Barcellona e club di Premier League.
il nodo commissioni e premi
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Cosa resta, allora, da definire? Non certo aspetti secondari. Per il buon esito di una trattativa, infatti, a maggior ragione se si tratta di un giocatore arrivato sostanzialmente a scadenza di contratto, devono essere soddisfatti in tre: il club, il calciatore e gli agenti. E qui sorgono i problemi. Intanto, la Juve dovrà in pratica "riacquistare" Vlahovic, al quale andrà riconosciuto un sostanzioso premio alla firma. Poi, andranno accontentati il procuratore Darko Ristic e il padre del numero nove per il ruolo di mediatori. E le commissioni, si sa, in questo tipo di contrattazioni spesso hanno un peso non indifferente. Ecco perché sarà determinante il ruolo di papà Milos, con la sua posizione più accomodante, sui la Juve si affiderà per ottenere uno sconto. La partita sta per iniziare.








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