Mancini e Conte ct è una strada percorribile? I loro contratti e quanto guadagnano

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Entrambi gli allenatori sono sotto contratto con Al-Sadd (Roberto) e Napoli (Antonio), ma ci sono le condizioni per liberarsi e tornare sulla panchina azzurra

Andrea Ramazzotti

Giornalista

2 aprile - 16:25 - MILANO

Entrambi sono sotto contratto fino al 2027 con i rispettivi club, ma entrambi non sono "blindati". O, se preferite, non sono irraggiungibili per l'Italia alla ricerca di un nuovo ct se, come tutto lascia pensare, Gattuso lascerà l'incarico. Roberto Mancini e Antonio Conte non sono liberi come Rino lo scorso giugno, quando le strade della Figc e di Luciano Spalletti si separarono di comune accordo complici i deludenti risultati ottenuti in azzurro dall'attuale tecnico della Juventus. Per entrambi, però, sembra possibile trovare un accordo che li liberi e li porti (anzi, li riporti) sulla panchina dell'Italia.

MANCIO ARABO

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L'allenatore di Jesi ha un contratto fino al giugno 2027 con l'Al-Sadd, la società qatariota più titolata del suo Paese, che è ancora in corsa per la Champions League araba dove sfiderà agli ottavi l'Al Hilal di Simone Inzaghi. Attualmente il calcio in Qatar è fermo per la guerra in Medio Oriente, ma in precedenza Mancini ha ottenuto otto vittorie su dieci in campionato ed è al primo posto in classifica. Sta dunque rispettando le aspettative della proprietà che a novembre lo ha messo sotto contratto garantendogli 5 milioni netti a stagione, che diverrebbero 8 in caso di rinnovo fino al 2028 con la qualificazione alla prossima Champions asiatica. La Figc non potrebbe garantirgli un simile contratto, ma la prospettiva di tornare alla guida della Nazionale stimola il Mancio che era stato in corsa, con Gattuso, per la successione di Spalletti. "Tornerei in Nazionale - disse lo scorso giugno - ed ho sbagliato ad andarmene in quel modo. Dovevo parlare con il presidente". Adesso, complice la situazione in Medio Oriente, se la Figc premerà per averlo, l'ex allenatore di Inter e City non si tirerà indietro. Anche perché ha il sogno di portare l'Italia al Mondiale, impresa che non gli è riuscita dopo la sconfitta nei playoff contro la Macedonia nel marzo 2022, una manciata di mesi dopo aver vinto l'Europeo a Wembley. Per Roberto sarebbe una grande sfida, la possibilità di prendersi una rivincita personale. Naturalmente dovrebbe essere lui a trattare la separazione con l'Al-Sadd. Per sé e per il suo staff che attualmente è formato, tra gli altri, dall'ex compagno Cesar, dall'ex attaccante Massimo Maccarone e dall'ex portiere Roccati. Mancini potrebbe farlo subito se ricevesse una chiamata dalla Figc.

CONTE TRICOLORE

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E poi c'è il tecnico del Napoli campione d'Italia, quell'Antonio Conte che sta attraversando una stagione complicata sotto il profilo degli infortuni, ma che si trova comunque ancora in corsa per il tricolore. Il salentino ha un contratto fino al 2027 con il Napoli e attualmente guadagna 6 milioni netti (forse anche qualcosina in più) oltre ai bonus. Il suo lavoro a Napoli è sotto gli occhi di tutti: scudetto al primo anno, capacità di resistere a una seconda annata piena di problemi. Anche Conte, come Mancini, ha già guidato la Nazionale, dal 2014 al 2016, centrando la qualificazione a Euro 2016 dove poi è stato eliminato ai rigori, nei quarti di finale, dalla Germania. Il suo attuale stipendio è superiore alle possibilità della Figc, ma come successo durante il suo primo mandato, qualche sponsor per invogliarlo potrebbe arrivare anche stavolta. Cosa succederà con il Napoli? Difficile trattare adesso la separazione perché mancano le ultime otto giornate di campionato e naturalmente il club azzurro è concentrato sul fare il maggior numero di punti possibile. Idem Conte. Questo non è certo un vantaggio per la Figc che comunque deve prendere un indirizzo per la sua panchina. Le prossime amichevoli però sono a giugno e il campionato terminerà il 23 maggio. La sensazione è che se Conte chiederà, nei modi e nei tempi ritenuti giusti dal presidente De Laurentiis (ovvero al termine della Serie A) di interrompere con un anno d'anticipo il suo accordo con il club, sarà accontentato. Senza che Adl pretenda dalla Federazione soldi per liberarlo, ma al tempo stesso senza corrispondere buonuscite al tecnico di Lecce. Curiosità: sia il penultimo ct (Spalletti) sia l'attuale (Gattuso) hanno lavorato dal 2019 in poi per il Napoli. Conte sarebbe il terzo della lista.

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