Spotify ora permette di aggiungere alla libreria i podcast creati con l'IA

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A qualche giorno di distanza dal lancio delle etichette per distinguere i contenuti 'umani' da quelli generati dall'IA, Spotify introduce una funzione per caricare sulla piattaforma i podcast creati proprio con i software di intelligenza artificiale. Negli ultimi anni app come Google NotebookLm, Hero e, più recentemente, Adobe Acrobat, hanno offerto la possibilità di generare podcast basati su materiale preesistente come documenti, programmi giornalieri e articoli.
    Come la piattaforma sul sito ufficiale, basterà cliccare il tasto "salva su Spotify" da alcuni software di IA usati per creare podcast, come Claude Code e OpenAI Codex, così da ritrovarsi l'audio nella propria libreria di ascolto.
    "Le persone stanno già iniziando a utilizzare i propri assistenti vocali per creare audio personalizzati che guidino la loro giornata", si legge nella nota di Spotify, "dai riassunti degli appunti delle lezioni prima di un esame ai promemoria degli impegni in agenda. E chiedono un modo per ascoltarli su Spotify, dove già ascoltano di tutto".
    I podcast appariranno nella libreria di Spotify ma non saranno disponibili agli altri utenti.
    L'azienda ha anche ufficializzato l'espansione ad altre lingue, tra cui l'italiano, della funzione Dj, il conduttore virtuale basato sulla tecnologia di OpenAI che accompagna la riproduzione musicale con commenti personalizzati.
    Il servizio, precedentemente limitato alla lingua inglese, supporta ora l'italiano, il francese, il tedesco e il portoghese brasiliano, con voci distinte studiate per mantenere la coerenza linguistica e culturale di ogni mercato. L'estensione coinvolge nuovi territori tra cui Italia, Francia, Germania, Austria, Brasile, Portogallo, Corea del Sud e Svizzera, portando la copertura complessiva a oltre settantantacinque Paesi.
   

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