Spezia: Donadoni esonerato? Sì, forse sì, anzi no. Si decide oggi. Avellino, c'è Pagliuca

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Dopo la sconfitta interna contro il Frosinone e la dura contestazione, sembrava ormai segnato il destino di Donadoni. Poi il dietrofront e una situazione di stallo che dovrebbe risolversi entro oggi. Intanto, dopo l'allontanamento di Biancolino, l'Avellino dovrebbe ripartire dal tecnico toscano

Nicola Binda

Giornalista

17 febbraio - 09:22 - MILANO

Che sia una stagione di sofferenza per lo Spezia, lo si sa da mesi. La bella stagione scorsa, culminata con la sconfitta nella finale dei playoff, è già stata cancellata come una mareggiata sulla spiaggia. Convivere con la battaglia per la salvezza è diventata la quotidianità sin dalle prime partite di questo tormentato campionato. Ma è nei momenti di particolare crisi tecnica che la sofferenza emerge. La giornata vissuta ieri negli uffici del club, dopo le ore seguite alla sesta sconfitta interna (domenica col Frosinone), è stata emblematica. Si cambia allenatore? Sì, forse sì, anzi no, vediamo domani.

l'ultimo ko

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Roberto Donadoni domenica è stato pesantemente contestato. Lui e la squadra, più la dirigenza. Il tecnico è parso scosso, soprattutto dopo un faccia a faccia particolarmente agitato con gli ultrà. Poi in sala stampa ha ribadito la sua fiducia nella squadra, nel lavoro e nella salvezza: "Dimissioni? Non se ne parla" ha chiarito. La società però sembrava convinta a cambiare, con il presidente Charlie Stillitano in contatto da New York. Ed è emersa la volontà di tornare all’antico. Ossia, richiamare Luca D’Angelo. Molto amato dai tifosi dopo la salvezza di due anni fa e la cavalcata della stagione scorsa, il tecnico è sotto contratto fino al 2027. Quindi, non potrebbe dire di no, salvo rinuncia all’ingaggio. E lui sarebbe disposto a tornare, anche se, dopo la rivoluzione di gennaio, la squadra è cambiata molto rispetto a quella che allenava lui.

primo cambio

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D’Angelo era saltato dopo 11 partite, nelle quali lo Spezia aveva raccolto solo 7 punti ed era penultimo. Già allora il cambio era stato un parto dolorosissimo, con un paio di allenatori contattati e arrivati a un passo dalla firma (Longo, Pagliuca), fino all’ingresso a gamba tesa di Stillitano, che ha imposto Donadoni, suo amico dal 1996 quando lo prese nei suoi Metrostars. Dopo il cambio però i risultati non sono arrivati, la media punti è cambiata poco (da 0,6 a 1) e la classifica ha visto solo salire di un gradino, dopo una discreta ripresa seguita da una perentoria discesa. Malgrado il consistente mercato di riparazione. Da qui, l’ultima crisi. Ieri pomeriggio l’esonero era dato per scontato, poi c’è stata una frenata, ma in serata sono risalite le quotazioni di D’Angelo. Il triangolo telefonico tra La Spezia, New York e Pescara (dove abita il tecnico e da dove non si è mosso) è stato intenso. Alla fine ogni decisione è stata rinviata a questa mattina, anche se alla fine la difesa di Stillitano nei confronti di Donadoni sembra aver avuto la meglio. Si cambia o non si cambia? Sì, no, forse, anzi no. La sofferenza è destinata a continuare ancora.

qui avellino

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L’Avellino dovrebbe ripartire da Guido Pagliuca nel giorno del suo 50° compleanno. Il condizionale è d’obbligo perché i colpi di scena non sono mancati nelle oltre 24 ore post sconfitta con il Pescara che ha portato all’esonero di Biancolino, e di gran parte dello staff tecnico: unica ufficialità arrivata ieri mattina. C’è stata una serie infinita di contatti telefonici con continui ribaltamenti nelle quotazioni dei vari allenatori sondati, fino a tarda notte prima di una decisa svolta. Per stamane è stato fissato un incontro di persona con Pagliuca, pronto a liberarsi del contratto con l’Empoli: i colloqui già erano stati avviati domenica sera ma si erano affievoliti per le richieste di un programma a lungo termine successivamente accettate.

Gli altri 

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Anche a Luca D’Angelo è stato proposto un biennale, ma l’evoluzione della situazione-Spezia ha costretto l’Avellino a cambiare obiettivo. Per gran parte di una giornata frenetica il favorito a un certo punto era stato Fabio Caserta, sotto contratto con il Bari. Un profilo che sembrava avvantaggiato per vair motivi, soprattutto perché conoscitore di ben 7 elementi della squadra già allenati in passato. Chi aveva fatto buona impressione dopo un colloquio ben approfondito era stato William Viali, mentre un deciso diniego era arrivato da Pecchia e Nesta. E così stamane Pagliuca dovrebbe apporre la firma per poi dirigere il primo allenamento in vista della delicata trasferta a Reggio Emilia, per ritornare ufficialmente in Campania dopo la felicissima esperienza avuta con la Juve Stabia. La famiglia D’Agostino, proprietaria dell’Avellino, aveva già seguito con particolare interesse e ammirazione quanto fatto nei precedenti due anni a Castellammare.

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