Spermatozoi ricavati da un tessuto congelato

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Il successo di una procedura sperimentale per preservare la fertilità di chi da bambino si è dovuto sottoporre a chemioterapia è un'ottima notizia per le migliaia di pazienti che hanno già messo da parte tessuti crioconservati.

Per la prima volta è stato possibile ottenere spermatozoi sani dal tessuto testicolare di un paziente che all'età di 10 anni si era sottoposto a un intervento di espianto, prima di affrontare una chemioterapia per curare l'anemia falciforme. Oggi quell'uomo ha 27 anni e desidera formare una famiglia: dai tessuti preservati e reinnestati sul suo testicolo rimasto, hanno avuto origine spermatozoi apparentemente "normali". Lo studio, ancora in attesa di revisione paritaria, è stato pubblicato su medRxiv.

La sfida: conservare i precursori degli spermatozoi

Chemio e radioterapia sono trattamenti salvavita per chi deve curare forme di cancro. L'uomo protagonista del caso appena descritto non era affetto da tumori, ma da anemia falciforme (una malattia ereditaria del sangue). Quando era bambino, ha dovuto affrontare la chemioterapia per eliminare le cellule che producono i globuli rossi difettosi caratteristici della patologia, prima di sottoporsi a un trapianto di midollo osseo. La chemioterapia può causare infertilità, ma preservare la possibilità di avere un giorno figli biologici è più difficile, se il paziente non ha ancora passato la pubertà.

Dopo la pubertà, cioè dopo il processo di maturazione sessuale, è possibile raccogliere direttamente gli spermatozoi e criopreservarli per futuri trattamenti di fecondazione in vitro. Ma in età prepuberale questa opzione non è praticabile. Nella speranza di avere un giorno, tecniche utili per ricavare spermatozoi anche da tessuti immaturi, alcune cliniche e istituti hanno iniziato, anni fa, a espiantare tessuto testicolare da bambini che dovessero sottoporsi a cure dal possibile effetto sterilizzante. E a conservare il tutto in banche dei tessuti.

Un nuovo impianto, 16 anni dopo

Il test clinico descritto nello studio è stato condotto un anno fa, 16 anni dopo il congelamento dei tessuti, nella Vrije Universiteit Brussel, in Belgio. Il tessuto testicolare esportato - ancora immaturo - conteneva cellule staminali spermatogoniali, i precursori degli spermatozoi, grazie alle quali, gli uomini riescono a produrre cellule sessuali per tutta la vita; e anche cellule del Sertoli, che svolgono un ruolo di sostegno durante la formazione degli spermatozoi.

I medici autori dello studio hanno trapiantato quattro frammenti del tessuto crioconservato sul testicolo rimanente dell'uomo (l'altro era stato rimosso e sezionato al momento dell'espianto). Altri quattro frammenti sono stati posizionati sotto la pelle dello scroto, il sacco cutaneo che racchiude e protegge i testicoli.

Dopo un anno di esposizione al loro ambiente originario, i tessuti sono stati rimossi e analizzati in laboratorio.

La sorpresa: spermatozoi normali

Due dei frammenti di tessuto trapiantati sul testicolo hanno prodotto spermatozoi normali, che sono stati prelevati e crioconservati a loro volta: il tessuto testicolare non è infatti collegato al dotto deferente, che trasporta gli spermatozoi - dunque non ci si aspettava di ritrovare gli spermatozoi nel liquido seminale.

Non è ancora dato di sapere se le cellule prelevate siano in grado di fecondare in vitro una cellula uovo, anche se apparentemente sembrano normali e funzionanti. Il paziente dovrà decidere se sottoporsi a un secondo round di trapianto di tessuto, così da produrre altri spermatozoi e raccoglierne di più in vista di un trattamento di fecondazione in vitro.

Secondo il Guardian, oggi sono circa 3.000 i pazienti che nel mondo hanno tessuto testicolare conservato in apposite banche e che potrebbero beneficiare di procedure come questa. Sono persone che negli ultimi vent'anni si sono affidate alla scienza, quando ancora non era certo che la loro fertilità si potesse preservare.

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