Egitto, radar e satelliti scoprono un edificio religioso sepolto sotto un'antica città

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Radar satellitari e nuove tecnologie di scansione del terreno hanno scoperto un edificio religioso sepolto sotto le rovine di un'antica città egizia (un tempo chiamata Per-Wadjet, poi Buto e infine Tell el-Fara'in) nel delta del Nilo nord-occidentale. I primi scavi hanno già portato alla luce la struttura in mattoni di fango, risalente a 2.600 anni fa, e di oggetti della 26esima dinastia, fra i quali una ricca collezione  amuleti, alcuni dei quali raffigurano divinità egizie note tra cui Iside, Horus, Taweret e la dea Wadjet di Buto. I risultati sono pubblicati sulla rivista Acta Geophysica da un team di archeologi guidato dall'Università di Kafrelsheikh in Egitto.

Utilizzando le immagini catturate dal satellite Sentinel-1 di Copernicus, il programma per l'osservazione della Terra di Commissione europea e Agenzia spaziale europea, i ricercatori hanno identificato alcune anomalie superficiali su larga scala che potevano indicare la presenza di strutture sepolte. Dopo aver individuato 15 siti promettenti da analizzare, hanno eseguito una tomografia di resistività elettrica, ovvero una sorta di tac su larga scala del terreno, posizionando 24 elettrodi in acciaio inossidabile lungo un cavo di 69 metri interrato in ciascun sito di interesse. In questo modo hanno prodotto 1.332 misurazioni di resistività (la proprietà intrinseca dei materiali che misura la loro attitudine a opporre resistenza al passaggio della corrente elettrica) nell'area. I dati raccolti hanno rivelato una misteriosa struttura in mattoni di fango parzialmente sepolta, di circa 25 per 20 metri di superficie, interrata a una profondità compresa tra 3 e 6 metri, sotto strati di frammenti di ceramica e detriti risalenti al tardo periodo romano e tolemaico, all'incirca dal 332 a.C. al 395 d.C.

Gli scavi successivi hanno confermato quanto evidenziato dalle scansioni. La struttura ha circa 2.600 anni e risale al periodo saitico: la 26esima e ultima dinastia dell'antico Egitto prima della conquista persiana del 525 a.C. 
"La presenza di amuleti, altari e altri oggetti rituali suggerisce che il sito potesse fungere da tempio, da complesso per servizi religiosi di qualche tipo, inclusa una funzione funeraria, o da residenza sacerdotale", spiegano i ricercatori.

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