Oggi l’International Football Association Board dovrebbe approvare le novità per combattere i simulatori e chi cerca di guadagnare secondi. Si partirà dal Mondiale
Lotta dura ai perditempo. Può darsi ci siano altre urgenze nel calcio, anzi sicuro, dall’interpretazione dei falli di mano al fuorigioco (risolto geometricamente, grazie al Var, ma non filosoficamente, nel senso di quando si è in fuorigioco). L’Ifab ci sta lavorando, anche se non è facile trovare un punto d’incontro. Però sul tempo sprecato dagli insopportabili furbetti del quartierino dovrebbe esserci l’unanimità e oggi l’Ifab, alla sua centoquarantesima assemblea generale, darà probabilmente un altro colpo a quell’antisportività sempre più diffusa. Nuove regole che entreranno in vigore dal primo giugno, quindi fin dal Mondiale nordamericano.
Rinvio: 8 secondi
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La spinta l’hanno data i buoni risultati degli 8 secondi concessi al portiere per rinviare una volta in possesso del pallone. C’era qualcuno che aveva esagerato, conservando tra le mani la palla per una trentina di secondi, tanto la vecchia regola dei 6 secondi era decaduta di fatto. I portieri hanno smesso di trastullarsi con il pallone in mano, ma i furbi continuano a farlo quando c’è la rimessa dal fondo: cominciano a spostare la palla, a colpire il palo con i tacchetti... Il Board riunito a Hensol, Galles, dovrebbe ordinare un limite di 8 secondi (3 più il countdown arbitrale di 5) anche per i rinvii. Se si sgarra? Calcio d’angolo. Stesso principio applicato anche alle rimesse laterali: 8 secondi e, sforando, inversione della rimessa. Ne vedremo delle belle.
Infortuni: un minuto
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Non è finita. L’altro campo nel quale i perditempo prosperano è l’infortunio. Ormai esagerazioni e simulazioni sono all’ordine del giorno: giocatori che stramazzano e chiedono l’intervento medico, soprattutto se in vantaggio. Avete mai visto un crampo di uno che attacca per recuperare lo svantaggio? Comunque, dopo la sperimentazione nella Coppa Araba, si andrà avanti: se un giocatore richiede un intervento sanitario superiore agli 8 secondi, poi resterà fuori per 60 (la prima idea era 120), lasciando in inferiorità i suoi, a meno che il fallo non abbia prodotto un “giallo” o un “rosso”, per cui implicitamente non ci sarebbe simulazione. La novità ha un “baco”, per usare la terminologia digitale, inevitabile: il portiere non può restar fuori. Il rischio è un’epidemia di infortuni di numeri uno, vedremo.
Cambi: 10 secondi
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Ultimo intervento: le sostituzioni. Altro teatrino con giocatori che si abbracciano, si fanno i complimenti e mandano i saluti alle famiglie prima di uscire ed entrare. Il tempo limite dovrebbe essere 10 secondi da quando appare il numero sul tabellone dal quarto uomo. Se si va oltre, la squadra resta in dieci fino al successivo stop. Meno romanticismo? Forse. Ma più giustizia.
Var: angoli e doppio giallo
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La tolleranza zero sui perditempo non può nascondere gli altri temi, in particolare la modifica del protocollo Var sui calci d’angolo sbagliati da cui magari nasce un gol. Pierluigi Collina, capo degli arbitri Fifa, insiste da tempo: "Mediamente servono dai dieci ai quindici secondi perché la squadra in attacco sia pronta a battere. In quei secondi, si può chiarire se un calcio d’angolo è stato eventualmente assegnato erroneamente". Ineccepibile. Il Var potrà intervenire anche sul secondo giallo sbagliato, ma non sul primo, anche per evitare che ogni minima decisione finisca al microscopio.
E il fuorigioco?
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Proseguiranno le discussioni sugli aggiornamenti sul fuorigioco semiautomatico e sulla regola (obbligatoria dal 2027) per cui soltanto il capitano potrà parlare con l’arbitro. Più complesso il dibattito sul fuorigioco. Oggi la tecnologia individua la posizione al centimetro, con il rovescio della medaglia che un giocatore possa trovarsi in offside proprio per il famoso centimetro. L’alternativa proposta dal capo del calcio Fifa, Wenger, è la “luce”: si sarebbe in fuorigioco soltanto quando tutto il corpo dell’attaccante è oltre il difendente. Forse c’è una via di mezzo (una parte del corpo considerata attiva e una no), ma i tempi si annunciano lunghi.








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